Attualità
Meloni in Algeria, nodo strategico per il gas di Italia ed Ue

Il viaggio lampo, 4 ore appena, che la premier Giorgia Meloni ha fatto ieri, ha un significato assai piu importante proprio in un momento delicatissimo dal punto di vista geopolitico e dell’approvvigionamento energetico. La politica del governo Meloni, appena insediato, è stata abbastanza chiara in questi quattro anni, cercare di reperire alternative al fabbisogno di materie prime del nostro paese a quelle fornite dal gas e dal petrolio russo. Il pilastro fondamentale di ciò è stato l’aumento delle importazioni da altri partner. L’Algeria appunto è diventata il principale fornitore di gas dell’Italia, superando il 35% delle importazioni totali tramite il gasdotto TransMed. Sono stati poi rafforzati gli accordi anche con Congo, Mozambico ed Egitto.
In sei anni l’import di gas dall’Algeria è cresciuto del 67% passando da 12 a oltre 20 miliardi di metri cubi nel 2025: il 30% dei i volumi giunti in Italia tramite gasdotto, ai quali vanno aggiunti anche 2,1 miliardi di Gnl – oltre 45 carichi, il 20% del totale di quelli arrivati lo scorso anno nella penisola – che portano l’asticella complessiva al 36% di tutto il gas immesso in rete.
Senza contare che, nel solo mese di gennaio, al punto di ingresso di Mazara del Vallo, nel trapanese, sono arrivati altri 1,8 miliardi di metri cubi che confermano l’Algeria come primo fornitore del gas via tubo. “L’amicizia tra le nostre nazioni costituisce in un tempo come questo in cui l’instabilità è crescente e le certezze diminuiscono rimane una delle straordinarie certezze su cui contare – ha detto Meloni nelle dichiarazioni congiunte con il presidente algerino –. Italia e Algeria si sono date una mano tante volte e ognuna c’è stata per l’altra nel momento del bisogno. Tra i moltissimi ambiti di cooperazione, sicuramente c’è l’ambito energetico. Con il presidente Tebboune abbiamo deciso di rafforzare la nostra solidissima collaborazione che coinvolge anche i nostri due campioni nazionali Eni e Sonatrach, anche lavorando su nuovi fronti come lo Shell Gas, come l’esplorazione offshore. Questo consentirà anche in prospettiva di rafforzare il flusso di fornitura di gas dall’Algeria all’Italia”.
L’Italia è nella posizione ideale per svolgere un ruolo attivo e sistemico nel promuovere la transizione energetica nei Paesi del Mediterraneo. In questo senso, la cooperazione tra Italia e Algeria dovrebbe andare ben oltre l’ambito energetico, estendendosi a sviluppo locale e cooperazione industriale sulle tecnologie della transizione.
La cooperazione dell’Italia con i partner nordafricani dovrebbe essere guidata da un approccio sinergico. Diplomazia, politica e industria devono lavorare fianco a fianco per promuovere priorità nazionali e internazionali condivise. In questo contesto, il coinvolgimento attivo e coordinato del (e con) il settore privato italiano rappresenta un fattore chiave, contribuendo a tradurre la visione politica in risultati concreti e fungendo da spina dorsale. L’Italia ha le condizioni e gli strumenti per affermarsi come un campione mediterraneo all’interno dell’UE in un momento di opportunità politica che vede la revisione delle relazioni tra l’UE e il suo vicinato meridionale attraverso la scrittura di un Nuovo Patto per il Mediterraneo. Nel nuovo assetto energetico europeo post-conflitto in Ucraina, infatti, l’Algeria è diventata un pilastro della sicurezza comunitaria, fornendo nel 2024 oltre il 14% delle importazioni totali dell’Unione Europea. Il gas algerino quindi raggiunge i mercati attraverso la rete di pipeline verso la penisola italiana e iberica, integrata dalle esportazioni di gas naturale liquefatto. In questo contesto, l’Italia sta evolvendo il proprio ruolo trasformandosi in un vero hub di ridistribuzione verso il resto d’Europa.
Ed è proprio in quest’ottica che Meloni sogna da tempo di creare un hub dell’energia in Italia è il sogno di Giorgia Meloni sin dall’inizio del suo governo. A margine della Sustainability Week di Abu Dhabi del 15 gennaio 2025, la presidente ha presenziato alla firma di un accordo con l’Albania e gli Emirati Arabi Uniti per il trasporto nello Stivale di elettricità prodotta sul territorio albanese da fonti rinnovabili e la creazione di un hub energetico sul territorio nazionale. Il progetto, dal valore stimato in 1 miliardo di euro, prevede la costruzione di un cavo nel mar Adriatico che collegherà il porto di Valona, nel sud dell’Albania, con la Puglia: il primo ministro albanese Edi Rama ha garantito che l’infrastruttura entrerà in funzione entro tre anni al massimo.
Di questo ne aveva parlato anche il ministro del made in Italy e delle imprese, Adolfo Urso già ad aprile del 2023 “L’emergenza europea è quella energetica ed è emersa in tutta evidenza lo scorso anno. L’Italia deve diventare a beneficio del resto di Europa l’hub del gas, per farlo occorre migliorare la nostra capacità di approvvigionamento attraverso i gasdotti e rigassificatori. Migliorare la nostra capacità di diffusione elettrica nel bacino del Mediterraneo. I lavoriamo per rendere più autonoma l’Europa nell’approvvigionamento”. Alla luce di quello che sta accadendo ora in Medio oriente questa esigenza si fa sempre piu pressante per il nostro paese e la sua sicurezza energetica. A tal proposito la notizia della riprogrammazione concessa dal vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto, nella sua revisione intermedia della politica di coesione, di 7 miliardi di euro, su alloggi, difesa e energia, possono certamente contribuire a rendere il progetto sempre piu concreto.









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