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Massacrator Monti. Crollo dei prezzi delle case, un danno di 82 mila euro a famiglia.

Vi proponiamo oggi i risultati di un’elaborazione di Scenari Economici dell’indice dei prezzi immobiliari in Europa, su dati Eurostat. Abbiamo messo in grafico l’indice dei prezzi delle case di diversi paesi europei, con risultati piuttosto interessanti:

 

Indice prezzi case

 

Tutti i paesi hanno visto la ripresa dei valori immobiliari tranne la Spagna e L’Italia.

Ma il mercato immobiliare spagnolo si riprende già nel 2012-13. Al contrario, la curva dei prezzi delle case in Italia presenta un brusco crollo all’inizio del 2012, con un calo del 15% dal 2012 fino ad oggi. Nessun altro paese europeo ha avuto un tracollo confrontabile al nostro tranne forse la Spagna, protagonista pero’ di una delle maggiori bolle immobiliari del mondo nei primi anni 2000 (manca nel grafico la Grecia, i cui dati arrivano solo fino al 2012).

Cosa è successo nel 2012?

Occhio alle date. La crisi del mercato immobiliare italiano è infatti immediatamente successiva al decreto SalvaItalia del dicembre 2011, primo atto del governo Monti, che inaspriva le tasse sulla casa e reintroduceva l’IMU sulla prima casa. Un errore epocale, una manovra che ha causato danni infinitamente superiori ai benefici. Benefici che si limitano alla famosa presunta credibilità ristabilita sui “mercati”. Una bella menzogna, visto che lo spread BTP-Bund è calato solo col “whatever it takes di Draghi”. Un “whatever it takes” che aveva come pre-condizione il sacrificio della ricchezza italiana sull’altare teutonico dell’austerità punitiva. Fonti affidabili dalla Germania avevano confidato al vostro umile servitore che i fondi d’investimento tedeschi aspettavano solo il crollo dei nostri prezzi immobiliari per lanciare massicci acquisti nella Penisola a prezzi stracciati.

Siamo davanti alla StrafÖkonomie, l’economia puntiva per i debitori-peccatori dell’ordoliberalismus tedesco. La morale unita all’economia, un’idiozia senza nessuna base scientifica, ma funzionale agli interessi della Germania.

L’impatto negativo della manovra di Monti sull’economia italiana ha colpito su più livelli:

Per incassare 4 miliardi all’anno di IMU sulla prima casa il professor Monti ha distrutto la bellezza di 2.000 miliardi di ricchezza delle famiglie. Conoscete un altro esempio al mondo di un tale massimo danno con minimo ricavo, che non sia una guerra?

Per dare un’idea della portata epocale del disastro fatto da Monti, per i 24,5 milioni di famiglie italiane la perdita patrimoniale media è di 82.000 euro a famiglia. Questa è l’origine della crisi italiana, non lo spread o il debito della propaganda eurofila.

E chiunque può constatare gli effetti sui propri immobili: calo del valore di mercato spesso molto superiore al 15% di Eurostat e prossimo alla stima di Confedilizia del -30%, e aggravio abnorme del carico fiscale, con la tassa non progressiva per eccellenza, una vera e propria patrimoniale permanente.

E’ anche evidente la natura autoalimentante del circolo vizioso innescato da Monti, caso quasi unico in Europa: aumento tasse –> calo consumi –> deflazione  –> crisi dell’industria e delle costruzioni –> disoccupazione –> calo domanda –> calo PIL –> calo gettito fiscale -> aumento imposte –> calo consumi etc. Un nemico giurato dell’Italia non avrebbe saputo fare meglio.

Circolo vizioso recessivo che dura ancora oggi, e i cui effetti perversi non erano certo ignoti al professor Mario Monti e ai suoi Bocconi Boys. La storia sarà estremamente severa con questi personaggi.

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