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MACRON, SPAGHETTI E MANDOLINO….

Un fatto divertente della politica francese è che sta sempre più assomigliando a quell’assurdo guazzabuglio trasformista che è la politica italiana. Noi, sempre autolesionisti, siamo cresciuti nel mito del “GGGGiovane”, dell'”Uomo Forte” e pensando che la politica dovesse cambiare a causa dei troppi trasformismi, inciuci e connivenze.

Ammetto che sto  provando una certa soddisfazione nel vedere che i cugini d’oltralpe non sono meglio, anzi….

Emanuel Macron è proprio un pallida controfigura del peggio italiano, tanto che Matteo Renzi quasi sembra uno statista. Iniziamo con la sua funzione di “Carro” per il trasbordo di bestiame e di trasformisti: infatti Valls ed una vbella fetta dei socialisti francesi sono pronti a saltare sul carro del vincitore, lasciando il “Vecchio” PS per saltare sulla nuova formazione “La Republique en marche” del ragazzo.  Certo, non sarà facile distinguere fra vecchio e nuovo quando gli arnesi più consumati del governo Hollande cambiano casacca, ma bisogna dire che i vari Alfano Fini etc sono riusciti a creare un seguito oltralpe. Del resto, come dicevamo prima delle elezioni, la vittoria di Macron avrebbe asciugato i socialisti, riducendoli al lumicino e questi si prestano bene ad essere una vittima sacrificale al nuovo che avanza, avendo rinunciato a qualsiasi differenziazione e proponendo già una piattaforma programmatica. Per loro si è aperta la strada del PSI post Craxi.

Poi c’è il programma, o meglio gli obiettivi che dovrebbe aver il governo Macron, e la loro fattibilità. Ringraziamo Formiche.net e Le Figarò per averci risparmiato la lettura del suo programma fornendoci un riassunto.

a) Portare il rapporto deficit PIL al 3%, dal 3,4% attuale Quindi significa ridurre il deficit di 9 milairdi di euro secchi.

b) taglio delle tasse ad imprese e famiglie per 50 miliardi. Dato che la matematica non è un’opinione…

c) Taglio della spesa pubblica di 60 miliardi.

d) Maggiore flessibilità nel lavoro. Macron è stato autore della Loi Travail nel governo Hollande. La legge è entrata in vigore nell’agosto 2016, e come il Job Act . Vale la pena di ricordare che capo del governo era, non casualmente Valls. Ora la legge prevede la possibilità di licenziamento economico, oltre una maggiore flessibilità nel limite orario delle 35 ore. L’effetto della Legge , estremamente contestata, è stato nullo: la disoccupazione era il 9,0% a luglio 2016, ed è del 10% a Febbraio, ribadendo il concetto che senza aumento della domanda non vi è calo della disoccupazione.

e) Tutto questo sarebbe raggiunto aumentando le spese nella difesa, che raggiungerebbero il 2%, MA calando le spese nella sanità, di cui si dovrebbe dimezzare il tasso di crescita. Non si aumenta il personale militare, Ma si crea un mese di leva obbligatoria per i diciottenni di ambo i sessi….. Quando si parla di dare un colpo al cerchio ed uno alla botte. Tra l’altro Macron ha l’idea strana di affidare infrastrutture militare ed armi a privati, per poi utilizzarli in leasing.

f) tutto questo per far calare il peso dello stato nell’economia dal 55% al 52%.

g) Ed ecco qui un’altra scopiazzatura delle politiche italiane: chi risparmia? Le autonomia locali. dovranno ridurre le proprie spese di 2 miliardi all’anno, e sappiamo quanto siano gravi le ricadute del calo delle spese delle autorità locali. Inoltre calo del numero dei lavoratori pubblici di 70 mila unità in 5 anni.

h) Dato che Macron è ambientalista…. aumento delle accise sui carburanti.

i) Calo delle imposte sulle aziende dal 33 al 25% (con paesi dell’unione che hanno questa imposta al 13%)

l) Calo delle imposte sulla cada del 80%. Calo lieve delle entrate sulla tassazione personale e dei contributi sociali.

Io non sono un fautore della spesa pubblica, ma qui si mescolano bellamente misure contraddittorie, ed alla fine secondarie. Sinceramene dopo tante spending review voglio vedere come si potranno aumentare le spese per la difesa e nello stesso tempo tagliare la spesa pubblica  senza fare macelleria sociale. La precarizzazione del lavoro non conduce proprio a nulla in termini di occupazione, come è ben confermato in Italia dal Jobs Act. La cura Macron nella migliore delle ipotesi sarà come un’aspirina data ad un malato di polmonite, nella peggiore come la stessa cura, ma data ad un emofiliaco. Questa cura, come quelle di Renzi in Italia, di cui sono una sorta di traduzione oltralpe, non risolveranno nulla, con la differenza che vengono proposte da un governo che è fortemente minoritario e trasformista in partenza. Quanto potrà la giovinezza difendere Macron ?

 

 

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