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Macron: la mancanza di un politica Covid mette in forse le presidenziali

 

Macron sta vedendo un calo quasi verticale del supporto popolare e si è visto superare nei sondaggi dalla leader del Rassemblement National, Marine Le Pen.

Il questo momento Macron è fermo ad un voto popolare attorno a 23-24% contro il 26-27% della Marine Le Pen, secondo un sondaggio pubblicato dal FT.

voindirete: ma in Francia si vota su due turni, e quindi è importante nn chi ha più voti  al primo, ma al secondo. Ebbene il sondaggio, afferma che Macron batterebbe la  Le Pen di soli 4 punti percentuali a 52-48, molto meno rispetto  alla sua convincente vittoria per 66-34 alle elezioni del 2017.

I commentatori politici sono però molto  cauti anche perchè manca ancora un anno alle elezioni e fare previsioni ora è visto come troppo anticipato. Altre volt la Le Pen è apparsa vicino a Macron, per poi perdere il passo. ù

Alcuni analisti affermano che la caduta nei sondaggi di Macron  sembra legata all’incapacità del governo di avere una reazione chiara nei confronti del Covid-19. Recentemente Macron ha invertito la rotta annullando un terzo lockdown che sembrava già deciso. Virginie Martin , analista politica alla Kedge Business school ha addirittura affermato:

“Esiste anche una strategia francese per il Covid?” anche perchè la Francia è al 73 posto su 98, secondo la classifica del Lowy Institute , per qualità di risposta. “Abbiamo l’impressione di essere sempre poco reattivi, di essere mezzo passo indietro. ” Questo ha causato una grande rabbia contro il governo che, però, non si è ancora polarizzata, ma è divisa su più fronti, aiutando in questo modo la sopravvivenza politica di Macron.

Il fatto è, come sottolinea il FT, che i francesi sono profondamente su tutto: sui vaccini, che molti vogliono e molti rifiutano e che comunque è ad ora  fallimentare  (poco più di due dosi ogni cento persone finora, rispetto a cinque in Danimarca e 15 nel Regno Unito). Alcuni rifiutano lockdown e le maschere come violazioni della loro libertà, mentre altri vogliono che il governo sia più severo; altri ancora credono che l’intera pandemia sia un complotto.

Nonostante questo i media tradizionali, da sempre  nemici della Le Pen, vedono comunque non tanto una crisi di Macron, quanto una crisi di tutta la politica francese. Sottolineano come anche i socialisti e Les  Repubblicaines, la destra tradizionale, siano in grave difficoltà e calino nell’apprezzamento popolare. Ne a sinistra ne a destra, nell’arco tradizionale, sembra che possa sorgere un oppositore a Macron.

E gli estremi? Secondo gli analisti tradizionali non saranno i grado di crescere molto oltre la propria area tradizionale di voto e quindi non dovrebbero essere in grado di battere Macron, che vincerebbe ancora, anche se di molto poco e con una leadership limitata. Nello stesso tempo la crisi covid-19 non è finita e non è detto che, a sinistra o a destra, non possa sorgere una figura che sia in grado di unire estrema e forze moderate. Sul lato sinistro i Verdi sono in forte crescita e cercano una conferma nelle votazioni tradizionali. A destra l’apparente immobilismo nasconde dei movimenti tesi a svuotare  gli ex partiti di centro, sempre più insensati, un po’ come successe con la democrazia cristiana ai tempi di De Gaulle.

Tra un anno vedremo i risultati nella prossima campagna presidenziale, Covid permettendo.

 


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