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Macron: “Dobbiamo civilizzare la Francia” e “Meno immigrazione”. La paura della sconfitta lo sposta a destra

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Macron sta abbracciando sempre più politiche “Di destra”, un segno che la sua posizione politica, tedenzialmente liberal socialista, ormai è perdente nel paese che desidera sempre più identità e sicurezza.

Nella sua intervista a Le Point, mercoledì 23 agosto, Emmanuel Macron è tornato su temi che da tempo affrontava con cautela, come i recenti disordini che hanno colpito la Francia per la morte del giovane Nahel, ucciso da un agente di polizia dopo essersi rifiutato di obbedire, lo scorso giugno. 27. Il Presidente della Repubblica ha riconosciuto che “un’enorme ondata di violenza, violenza mimetica” e che un “desiderio di vendetta” hanno colpito il Paese.

Il Capo dello Stato ha così condiviso il suo desiderio di “civilizzare” una parte della popolazione. “La stragrande maggioranza degli arrestati proviene da famiglie monoparentali o da strutture di assistenza infantile. […] Quello che succede è che c’è un rapporto non risolto tra una parte dei giovani e l’autorità”, ha sostenuto, riferendosi ad un “problema di integrazione”, più che di immigrazione.

Nello stesso tempo però con queste parole il Presidente riconosce che il suo mandato precedente e quello attuale sono stati un fallimento nel rapporto con i giovani, che si sono imbarbariti perché non sentono come propria l’identità francese, di cui sono stati demoliti molti simboli.

Ridurre significativamente l’immigrazione clandestina

Sull’immigrazione, Emmanuel Macron ha affermato che il Paese non è “sopraffatto”. “È sbagliato dirlo”, ha insistito, perché “le persone più distaccate dai nostri valori spesso nascono qui”. Tuttavia, ha riconosciuto alla rivista la necessità di “ridurre significativamente l’immigrazione”, e più in particolare quella cosiddetta “illegale”. Parole che si contraddicono fra di loro e contraddicono i fatti visti nelle ultime rivolte delle banlieu, dove si èè avuta la netta sensazione che il governo avesse perso completamente il controllo.

Per quanto riguarda il disegno di legge sull’immigrazione, che sarà discusso quest’autunno, il Presidente della Repubblica si è detto pronto ad “arricchire il testo del governo”, in particolare con le raccomandazioni dei repubblicani, a favore di un inasprimento del testo, al fine di evitare il ricorso all’articolo 49-3 cioè l’approvazione senza passaggio parlamentare. Non esclude però l’idea di ricorrere agli “strumenti della Costituzione” e afferma di “non vietare nulla”.

I  francesi sono sempre più stanchi di Macron e del suo metodo di governo autoritario, che impone uno strano liberal-socialismo ecologista a danno delle fasce economiche più povere, il tutto a colpi di imposizioni del potere esecutivo. Questo si vede anche nei sondaggi che vedono la maggioranza della popolazione favorevole a un ritorno al sistema parlamentare purò, abbandonando il presidenzialismo.

Questo cambiamento di posizione ha un doppio significato per l’Italia:

  • gli immigrati che entrano a fiume da Lampedusa non potranno più avere facile transito in Francia;
  • chi vuole il presidenzialismo deve ricordare che il doppio turno rischia di scontentare la maggiornaza della popolazione diventare democraticamente inaccettabile, come sta accadendo in Francia.

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