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L’unico fallimento dell’Unione Europea è la questione dell’immigrazione? (di Tanja Rancani)

 

Un piccolo riassunto di varie bugie dette dai governi ai vari incontri. 

Quindi il dramma greco non è un fallimento e il golpe finanziario in Italia nel 2011 è stato un vero successo, stando alle parole del ministro degli esteri Jean Asselborn, (sì è proprio lui! Et merde alors!). “Se non si trovasse una soluzione per la questione della migrazione (nel mediterraneo), allora l’Unione Europea avrebbe fallito su questa questione. Sarebbe la prima volta dall’esistenza dell’Unione.” Certo in un paese dove Coca-Cola, Starbucks, Subways, Amazon, ecc. hanno trovato la loro sede fiscale paradisiaca, magari si rischia di avere una vista per quanto meno un po’ distorta sulla realtà! Forse l’anno lussemburghese comincia male, pensando agli 8 migranti che hanno dovuto accogliere dall’inizio del 2019.

Ad un convegno di stato dei ministri dell’interno UE a Bucarest, la Francia(!) e la Germania cercano di trovare una soluzione temporanea per l’accoglienza di “Bootsflüchtlinge”, come dicono i tedeschi, i fuggitivi dei barconi. Sarebbe una questione di umanità, non ci possiamo permettere la medesima discussione per ogni caso individualmente su quale paese sia disposto ad accogliere i naufraghi e in quale numero. Il ministro degli interni UE, Dimitris Avramopoulos ha gradito l’iniziativa, ma le soluzioni concrete non sono arrivate.

Intanto i media tedeschi fanno i titoloni, del tipo: “Nave See Watch 3 da settimane bloccata nei porti siciliani, costretta ad attendere una decisione”, oppure “Le capitanerie di porto di Roma e la Valletta vietano l’ingresso in porto alle imbarcazioni private(!) di soccorso in mare”. Magari al redattore di Abendblatt o Die Welt è sfuggito che sono delle ONG tedesche? Che magari la prossima volta attraccheranno a Kiel o a Brema?

Nel caso della Diciotti si erano mobilizzati Frau Merkel e Monsieur Macron ad accogliere 120 persone in Francia e Germania. Da allora 9 stati si sono resi disponibili per una soluzione ad hoc. Questo secondo le parole del ministro degli interni tedesco Stephan Mayer della CDU. Sempre secondo lui, sarebbe a rischio la missione Sophia pervia della questione sulla suddivisione volontaria. Che la scadenza della missione era prevista per il 31 dicembre 2018 e che è stata prolungata, ci sarà sfuggito. Nota bene, che la missione sarebbe stata quella di limitare o anzi d’impedire il traffico di esseri umani nel mediterraneo, anche se ho l’impressione che questo scopo non è stato raggiunto pienamente. E sempre restando ai titoloni, Roma costringerebbe a cambiare l’ordine d’ingaggio in maniera che non dovesse accogliere tutte le persone salvate. Avrò capito male, ma pensavo che essendo arrivata la scadenza naturale della missione, comunque si dovesse discutere sul proseguimento e il compito della stessa.

La Germania vorrebbe fare un significativo passo avanti nella ricerca di una soluzione temporanea, sempre secondo il segretario di stato e ministro degli interni Mayer, e anche Avramopoulos prega tutti gli Stati di essere partecipi ad una possibile soluzione. “E arrivato il momento di smettere di giocare con vite umane e di discutere”, pur evitando di rispondere alla domanda se ci fossero altri paesi che avrebbero dato il proprio consenso all’accoglienza dei migranti.

La ripartizione dei migranti blocca da anni anche la questione su una politica d’asilo umanitario unitario nell’UE, che finché ci son paesi come l’Ungheria o la Polonia, i quali non vogliono affatto accogliere anche solo un rifugiato, una vera soluzione risolutiva ed unitaria si allontana anni luce.

Ma nel frattempo non solo i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, come anche gli esponenti di Fratelli d’Italia richiedono una soluzione radicale. Così anche il ministro dell’interno maltese Michael Farrugia, propenso ovviamente alla fine delle soluzioni individuali, giovedì ha messo in evidenza che: “Lasciateci combattere questo problema, il business dei trafficanti d’esseri umani, tramite il quale i migranti arrivano dall’Africa attraverso il Mediterraneo, dev’essere sconfitto.”

Intanto la cancelliera Merkel dalla visita V4, ossia l’incontro tra i 4 paesi Visegrád più la cancelliera tedesca a Bratislava, ha annunciato un nuovo progetto in Marocco, che vuole combattere le ragioni per l’esodo di massa dal continente africano. Interessante, speriamo che Saâdeddine El Othmani, il primo ministro marocchino, ne sia al corrente. Ricordiamoci che in occasione del primo convegno sul Global Compact for Migration, il Marocco ha rifiutato di assumersi la responsabilità di un eventuale campo di primo soccorso, nel proprio paese.

Che qualcuno abbia compreso che il franco CFA è alla fonte del problema? Forse 32 anni dopo l’omicidio di Thomas Sankara, che lottava contro il neocolonialismo francese, contro lo sfruttamento del Burkina Faso e i 14 paesi CFA, finalmente qualcosa si muove? Oppure la cancelliera tedesca, riflettendo sull’obbligo dei governi africani di versare il 50% delle loro riserve nella Banca centrale francese, ritenesse piuttosto che la BCE sia la sede più “umanitaria”, ooops opportuna, per questo compito? Il controllo della convertibilità e l’influenza sulla politica monetaria e con questo sulle materie prime delle ex colonie francesi tramite il franco Cfa è un bottino troppo ghiotto per lasciarselo sfuggire, poi dopo il trattato di Aquisgrana è cosa comune, no?

Se in questo articolo avete notato un po’ di astio, non è coincidenza e non dipende dall’alternatore rotto della mia vecchia Fiat, che non posso cambiare grazie ai signori sopra citati. Ma certi discorsi mi fanno veramente andare in bestia!

Il primo errore dell’UE pfffffffff – Et merde alors!!!!


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