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Luci (molte) ed ombre nella crescita USA e nel calo della disoccupazione

 

Cari amici,

Gli USA stanno raggiungendo un tasso di crescita record, con un PIL che nell’ultimo trimestre ha aggiunto il risultato, da pochi previsto, del +4,1%.

Nonostante un rallentamento a livello mondiale il secondo trimestre 2018 vede una crescita, su base annua che non si vedeva da lungo tempo . La cura di stimolo fiscale funziona, se ce ne fosse stato bisogno.

La disoccupazione va , letteralmente, a picco, con aree come Dallas o Denver attorno al 2%. Ad esempio a Denver le società di intermediazione del lavoro hanno chiaramente detto ai loro committenti che non si trovano lavorati stagionali a 12,5 dollari l’ora, soprattutto se hanno in mente di trovare della gente qualificata.  Per capirlo basta valutare la curva di disoccupazione generale:

Il 4% è un valore medio per cui se ci sono zone con maggiore disoccupazione, ce ne sono altre in cui proprio i lavoratori non si trovano. Mostriamo, a titolo esemplificativo, questa mappa, dove più il colore è denso, maggiore è la disoccupazione:

L’effetto è che si stanno notevolmente abbassando le richieste dal punto di vista delle esperienze e della preparazione scolastica dei candidati per i vari lavori. Attività per cui prima era richiesto il college ora sono affidate a chi semplicemente ha terminato la scuola superiore. Nello stesso tempo si affidano attività anche a chi non ha esperienza, seguendo un processo “Learning by doing”. Vediamo in questo grafico cosa sta succedendo:

Questi sono i risultati di analisi delle richieste dei datori di lavoro: -7% richiede il college nelle domande, -20% richiede 3 anni di esperienza. Lavori anche di concetto, come l’analista dei dati di marketing dell’e-commerce o il manager delle spedizioni ormai, nel 20% dei casi, vengono offerti senza nessuna esperienza.

Negli USA sembra quasi di essere nel paradiso del lavoratore ed il freno all’immigrazione non farà che aumentare questo effetto. Purtroppo la spinta verso l’alto non si è ancora fatta sentire sugli stipendi dei meno fortunati, i lavoratori “Low Sklled”

Nonostante la scarsa disoccupazione non vi è una crescita delle paghe adeguata, soprattutto per chi ha paghe basse, ma anche per i lavoratori in generale che non facciano “Lavoretti” stagionali.

Insomma non c’è disoccupazione, ma il processo di aumento delle paghe è piuttosto lento, soprattutto per chi appartiene alle classi più basse. Questo si traduce ancora in un peggioramento della disuguaglianza, anche se , in questo caso, vi è una diminuzione della disperazione.

 


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