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Lo scandalo delle rivelazioni de “La Stampa”: chi fa dossieraggio in Italia e media che si lasciano usare

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Gli attacchi de “La Stampa” a Salvini sulla base di dossier e documenti dei servizi segreti completamente smentiti dal  responsabile degli stessi Gabrielli sono un evento talmente grave da necessitare, nel nuovo parlamento, una commissione d’inchiesta parlamentare ad hoc che finalmente faccia luce sui rapporti fra stampa e servizi segreti deviati o stranieri.

Per capire la vicenda vi invitiamo a leggere  questo articolo de Il Giornale, che fornisce una discreta spiegazione della vicenda. Volendo essere estremamente concisi:

  • la Stampa afferma di aver visionato documenti riservati dei servizi che riportano di contatti fra esponenti della Lega (si parla del solito Capuano) e russi per far cadere il governo Draghi con il ritiro, mai avvenuto, della delegazione ministeriale della Lega, cosa di cui nessuno ha mai parlato,
  • deve intervenire il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega ai servizi, Franco Gabrielli, che chiarisce tutto: Le notizie apparse sul quotidiano La Stampa, circa l’attribuzione all’intelligence nazionale di asserite interlocuzioni tra l’avvocato Capuano e rappresentanti dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, per far cadere il Governo Draghi, sono prive di ogni fondamento. Non esiste nessun documento, non c’è niente ai servizi;
  • a questo punto la Stampa corre ai ripari, parlando di “sintesi informali” provenienti da servizi di intelligence. Quali? da QUALE intelligence.

Alla fine quello che rimarrà sarà la solita cortina di fumo, ma difficilmente un uomo con l’esperienza di Franco Gabrielli si prende la briga di una smentita ufficiale e totale, con il rischio di essere chiamato davanti al Copasir, se ci fosse anche un vago sospetto di realtà. Quindi resta da capire che cosa avrebbe visto il giornalista de La Stampa, e le possibilità sono tre:

  • quella meno preoccupante è che si sia inventato tutto preso dalla fregola dei mass media di giocare un ruolo a favore della sinistra. Alla fine sarebbe l’ipotesi più rassicurante, anche se conferma l’incapacità della nostra stampa non solo di essere, ma perfino di apparire, indipendente.;
  • la seconda ipotesi è che qualche settore deviato dei nostri servizi abbia prodotto questo documento e lo abbia fatto filtrare al giornalista de La Stampa. Quindi abbiamo una fetta dei servizi che sta giocando un ruolo politico;
  • la terza ipotesi, la più inquietante, è che il documento sia stato prodotto da un servizio segreto straniero che vuole così cercare di influenzare le nostre elezioni. Magari un servizio apparentemente alleato, perfino di un paese della UE, che così spera di manovrare la nostra politica a proprio vantaggio.

La seconda e la terza ipotesi necessitano di un’inchiesta del nuovo parlamento che dovrà capire come parte dei servizi, o potenze straniere, sono state in grado di manovrare dei media , per la verità sempre pronti a giocare un ruolo partigiano. Questo episodio è solo l’ultimo indice di come l’informazione in Italia sia completamente malata e necessiterebbe di una riforma approfondita, che la rendesse più libera e più responsabile, non quella specie di burattino manovrato da fili fin troppo visibile che è ora.


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