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Lo Champagne della Presidenta

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A proposizione della legge sullo ius soli, la presidente della Camera Laura Boldrini ha scritto sulla sua pagina facebook:
“Oggi la Camera ha contribuito ad abbattere un muro, al tempo in cui i muri conoscono una nuova, triste popolarità. Approvando a larga maggioranza il testo unificato di 22 proposte di legge sulla cittadinanza, Montecitorio fa cadere la barriera che per troppo tempo ha tenuto separati tanti giovani e giovanissimi nuovi italiani dai loro compagni di scuola e di gioco.
Quando anche il Senato si sarà pronunciato, verrà finalmente meno una disparità di diritti che era ormai insopportabile nell’esperienza quotidiana di centinaia di migliaia di famiglie. E’ un voto che, a dispetto di polemiche e speculazioni, rafforza l’identità nazionale, perché mostra la capacità di includere nuovi cittadini nella nostra cultura, nel nostro sistema di valori, di diritti e doveri.
Grazie a tutte le organizzazioni della società civile, le comunità degli immigrati e le reti delle seconde generazioni per aver incessantemente stimolato in questi anni il Parlamento sul tema. Mi auguro che, dopo questo primo fondamentale passo, si possa individuare un percorso certo anche per il riconoscimento della cittadinanza agli immigrati adulti.
Ineffabile come solo lei sa essere la Presidenta della Camera commenta da par suo l’approvazione dello IUS SOLIS alla Camera festeggiandola peraltro con qualche severa sospensione dei deputati contestatori più riottosi.

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Esaminiamo nel dettaglio che ci racconta stavolta la Signorina Rottemayer..Scopriamo subito nella sua dichiarazione la natura maligna dei muri si rivela impedendo addirittura di giocare coi compagni di scuola. Non mi risulta che se i bambini italiani vanno all’estero siano impediti di unirsi ai compagni dal fatto che non hanno la cittadinanza del paese( e neanche che ciò sia accaduto in Italia) ….e va bene: la logica non è certo il punto forte della Boldrina*.
Nel secondo paragrafo scopriamo che è la disparità dei diritti che rendeva insopportabile la vita quotidiana migliaia di famiglie ..e qui si pensa: la Presidenta è rinsavita finalmente si è accorta che i diritti degli italiani nel pagare le bollette e nell’assegnamento degli appartamenti popolari e dell’assistenza sociale, nel pagamento dell’assistenza sanitaria sono sacrificati a quelli dei migranti. Macché! Non intendeva quello! Era il fatto che la cittadinanza non veniva regalata a chi arriva che creava l’insopportabilità della vita quotidiana per cui regalarla “rafforza l’identità nazionale”. In effetti qui c’è un salto logico perché si confonde la volontà di includere nuovi cittadini nella nostra cultura con la capacità di farlo. Infatti, Signora Presidenta, per fare una cosa del genere ci vogliono oltre la volontà verbale i mezzi , una cultura nazionale ed un senso della Patria abbastanza forti da essere includenti, una disponibilità di chi arriva a farsi includere eccetera eccetera .
La sublimità dell’idea che vapora in essenza la si raggiunge però nel terzo paragrafo dopo un lacunoso ringraziamento a chi ha spinto in questa direzione. Il ringraziamento è lacunoso perché, se ovviamente non era il caso di citar le cooperative di Buzzi e Coletti, la dimenticanza di citare Soros e le organizzazioni finanziarie internazionali che spingono per l’emigrazione in massa in Europa dei popoli del Terzo Mondo non è una mancanza da poco, vista la prospettiva con cui si conclude il paragrafo “il riconoscimento della cittadinanza agli immigrati adulti”. Insomma lo Ius Soli per i minorenni era solo il cavallo di troia quello che si vuole è l’arrivo in massa di adulti … a far cosa?
Per dirla con le parole del deputato Enrico Borghi ( la Verità dal sen sfuggita!) per sostituire gli italiani nella filiera produttiva cosi realizzando il visionario sogno degli anni Venti di un tal Kalergi in salsa non più razzista, ma di concreto abbassamento degli stipendi e dei diritti degli “autoctoni”.Apriamo lo Champagne un radioso futuro ci aspetta!

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*Il fatto che abbia chiamato la Presidenta Boldrina  è dovuto al fatto che portando lo stesso cognome sono stufo di sentire al domanda se è mia parente e alla convinta intenzione di dividere le responsabilità . La A è poi un  omaggio alla sua ossessione Gender che è costata al contribuente italiano parecchio quando ha voluto cambiare l’intestazione della delle Carte della Camera mettendo Presidenta al posto di Presidente. Ogni illazione dialettale o assonanza non rientra nelle intenzione del testo.

 

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