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L’Italia sta sottovalutando il rischio di intervento aggressivo ai confini italiani da parte francese al Monginevro e dintorni: la storia ci mette in guardia!

L’Italia sta sottovalutando il rischio di intervento aggressivo ai confini italiani da parte francese al Monginevro e dintorni: la storia ci mette in guardia!

Mittdolcino.com – Purtroppo gli italiani da sempre dimenticano troppo in fretta le lezioni della storia. Mentre non metto in discussione che la gens francese oggi non pensi nemmeno lontanamente ad un intervento aggressivo contro l’Italia (anche le masse transalpine stanno subendo le conseguenze di una Unione EUropea asimmetrica e di fatto fallimentare, …), parimenti sono invece fermamente convinto che le elites al potere in Francia – gli eredi di Vichy, ovvero i loro nipoti, alleati dei tedeschi come 75 anni fa – saranno praticamente costrette ad intervenire violando i confini italiani, o qualcosa del genere (…).

Il motivo è semplice: la Francia è una polveriera, l’EU è una polveriera a causa dei fallimenti della classe dirigente EUropea degli ultimi 18 anni; e visto che il benessere francese ed anche quello tedesco – paesi alleati dai tempi di Vichy – sono in grave pericolo, l’unica speranza per mantenere in vita il loro progetto sta nel potersi impossessare di assets altrui, o anche di mandare tutto in caciara se volete. Nel caso, insidiando precisamente i ricchi assets altrui ovvero – inevitabilmente – i confini italiani.

Non è un mistero che la Francia da secoli insidi l’Italia. Pochi ricordano che fu – encore – proprio l’intervento americano che salvò i confini italici appena dopo la fine della guerra nel 1945, limitando la perdita di territorio nazionale al solo Col di Tenda, di fatto indebitamente invaso dalla Francia per poi giustificare la propria presenza in territori non di sua appartenenza con la difesa dell’identità dei francesi (?) in loco alla fine della guerra; identità francofona praticamente inesistente visto che tutta la Savoia era sabauda meno di 85 anni prima (ancora oggi le terre dell’Alta Savoia sono in maggior parte di proprietà di famiglie con nome italiano, visto che l’accordo di Cavour con Napoleone III – il Napoleone prima di monsieur Macron – fu che i territori ceduti da Torino a Parigi in cambio dell’avallo  per l’Unità d’Italia non sarebbero stati espropriati, ndr). Il motivo dell’interesse francese per il Col di tenda stava nelle centrali idroelettriche italiane, ai tempi tra le più produttive d’Europa: costruite da Mussolini, furono indebitamente acquisite dalla Francia con un referendum farlocco sulla falsa riga di quanto accadde nell’ex Jugoslavia circa 50 anni dopo (…).

Forte della Traversette, teatro della seconda battaglia delle Alpi nel 1945 tra Francia ed Italia

Simili tentativi di impossessarsi delle terre italiane di confine da parte francese – approfittando del caos di fine conflitto – furono registrati anche nella zona di Salice Ulzio e del Sestriere, ma fortunatamente fallirono a seguito dell’intervento diplomatico e militare anglosassone.

Ma il casus belli a cui secondo lo scrivente bisogna assolutamente fare riferimento per capire cosa potrebbe accadere oggi è un altro: la seconda battaglia delle Alpi nel 1945, quando i francesi tentarono il colpo gobbo per impossessarsi dell’intera Valle d’Aosta a fine conflitto. Per spiegare quello che accadde faccio prima a citare integralmente Wikipedia , sotto.

L’intervento Alleato

Dopo che gli americani avevano preso in consegna le posizioni italiane, schierando nei pressi della città di Pré-Saint-Didier una formazione di veicoli corazzati pronti a sparare sui soldati francesi nel caso che avessero tentato di aprirsi la strada per Aosta, il generale britannicoHarold Alexander ordinò al generale Paul-André Doyen il ritiro immediato dell’Armeè des Alpes fino al confine italo-francese, ma il generale francese rifiutò e preparò le sue truppe a combattere contro le forze alleate. Il presidente americano Harry Truman e il primo ministro britannico Winston Churchill ordinarono a de Gaulle il ritiro delle truppe francesi, perché stava violando la sovranità del Regno d’Italia appena liberato. Dopo il rifiuto di de Gaulle, Truman ordinò un taglio di tutte le forniture americane all’esercito francese. Per evitare una grande crisi diplomatica, de Gaulle ordinò la ritirata dalle Alpi il 24 giugno. Gli ultimi soldati francesi si ritirarono da Ventimiglia il 18 luglio, in quello che è stato l’atto finale della Campagna d’Italia. (…)

La lettura di questo breve estratto dovrebbe farvi capire che il rischio ATTUALE per l’Italia non sta a sud ma a nord-ovest, dove per altro lato francese si stanno moltiplicando le manovre militari dimostrative, con impiego di aeronautica, esercito, mezzi corazzati, elicotteri ecc. In ogni caso ieri come oggi la difesa dei confini italiani NON PUO’ PRESCINDERE DAL SUPPORTO AMERICANO.

Non apprendere gli insegnamenti della storia è sempre stato foriero di enormi disastri per la Penisola, a partire dalla debacle dell’Impero Romano.

Speriamo che chi di dovere a Roma (…) abbia formazione sufficiente per comprendere il rischio che si sta correndo, soprattutto oggi che la sfida italiana all’EU – supportata dagli USA e con la malcelata benedizione russa – è al calor bianco, verso l’incandescenza.

MD


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