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L’Italia è come una chitarra con le corde tese di Pasquale Russo

 

L’Italia è come una chitarra con le corde tese tra una sponda sud del Mediterraneo che la tirano sempre più verso l’Africa ed una Europa che sembra voglia allontanarsi sempre più dal continente africano.

1. Le ultime dichiarazioni di alcuni paesi del centro nord Europa pare vogliano costruire una barriera tra l’Italia ed il resto dell’Europa per assegnarla definitivamente al continente africano.

2. La questione nasce innanzitutto dalla posizione geografica, l’Italia guardata dall’alto è come una banchina dell’Europa nel Mediterraneo, il primo porto dove attraccare per chi viene dal sud.

3. Sembra chiaro che i tre incontri Trump-Putin, Macron- Putin, Trump- Macron, siano serviti ad assegnare la Libia alla Francia in quanto il nostro Paese non è credibile sia nel costruire una pace lì, sia nel gestire il flusso dei migranti. Inoltre l’instabilità politica italiana prevedibile nel futuro, la presenza di una volontà della Chiesa di non fermare l’accoglienza, la bassa credibilità che ha l’attuale sistema Istituzionale, hanno convinto tutti di fare a meno di noi come Paese capace di influire nell’area Mediterranea.

4. Così l’Italia con le corde tese in maniera estrema suona come una chitarra scordata e non si trova, ne si vede approssimarsi alcun chitarrista capace di accordarla.

Provo di seguito ad elencare le sei corde che si tendono sul suolo italiano.

A. Solidarietà verso i migranti: L’Europa ha oltre 500 milioni di abitanti, coloro che tentano di entrare in Europa per fame o per guerre sono al massimo 500 mila, non sarebbe un problema lo capiscono anche i bambini se il tutto non venisse strumentalizzato a livello politico, a livello mediatico. Negli USA, che hanno una popolazione di 350 milioni ogni anno entrano tra i 4 e i 5 milioni di persone e nessun media urla all’invasione, né alcun politico pensa di fermare il flusso perché necessario per sostenere il PIL. Come l’Obamacare, nessuno lo voleva, ma ora che c’è nessuno lo vuole togliere.
Cosa fare? Dobbiamo accogliere tutti, l’Europa non può pensare di lasciare il problema a noi dopo che ha per prima destabilizzato i paesi del nord e del centro Africa. Concediamo a tutti il visto umanitario.

B. Occupazione giovanile: l’Italia ha le risorse per farcela da sola, ha due strade da seguire: aumento del turismo per dare lavoro ai giovani con bassa professionalità, (la scuola ne ha creati tantissimi essendo stata lassista negli ultimi 30 anni) e forte piano di innovazione tecnologica di imprese e PA per i nuovi lavori. Basta dire che gli immigrati ci tolgono il lavoro.
Cosa fare? Nessuna delle due cose è impossibile, né abbiamo bisogno di alcun altro per realizzarle, ci vuole un potere centrale commissariale che le gestisca.

C. Percezione della sicurezza: In base al Global Peace Index,

https://it.wikipedia.org/wiki/Global_Peace_Index

l’Italia occupa nel 2015 il 36° posto. Il primo posto ce l’ha l’Islanda, il 35° ce l’ha Taiwan ed il 37° la Lituania. Nel Crime index

https://www.numbeo.com/crime/rankings_by_country.jsp

siamo in posizione migliore di Francia, USA e Gran Bretagna peggio della Germania.

Naturalmente non è credibile paragonare l’Italia a paesi che hanno pochi milioni di abitanti, è chiaro che il controllo è più forte, come è chiaro che in Kuwait, la sicurezza personale e del beni è più alta. Ci mancherebbe!
Insomma anche qui non mi pare che ci posizioniamo male, invece viviamo in un completo allarmismo, addirittura le forze politiche pensano a legalizzare l’uso delle armi per difesa personale, ma nei paesi dove questo avviene gli indici di criminalità sono più alti.

Cosa fare? Finanziare giornali e tv private, azzerare in questo modo l’assurda competizione che per vendere di più di combatte sparandola più grossa, solleticando le pruderie delle persone., fino a che addirittura si arriva alle fake news.

D. Innovazione Industriale: Il 30% delle startup europee di un certo rilievo è italiana!
E’ il risultato di una ricerca del Politecnico di Milano sui primi risultati di Industria 4.0. Se si riuscisse a saldare la creatività che contraddistingue la nostra piccola imprenditoria con l’innovazione tecnologica avremmo un salto economico e di occupazione straordinario.
Industria 4.0 è soprattutto Human Resource investimento sulla qualità umana per utilizzare al meglio le innovazioni tecnologiche e inventare nuovi servizi.
Cosa fare? Un piano di rottamazione dei modelli organizzativi delle medie aziende con l’introduzione pervasiva dell’ICT e di Innovation Manager e un finanziamento straordinario alle piccole aziende (sotto i 5 dipendenti) impiegando pensionati nell’ottica dell’ageing society.

E. La rappresentanza politica: no comment.

F. Il Debito pubblico/Le alleanze mondiali: L’impressione è che tutto sia saltato nelle relazioni internazionali, ognuno gioca per se e purtroppo l’Italia ha un Governo in scadenza con nessuna prospettiva di stabilità futura, proprio per questo dovrebbe spingere per una rottura del frame storico spingendo per una ristrutturazione dell’Europa economica che includa la Russia ed il continente euroasiatico.
Come finanziare tutto ciò? Di seguito i link con una possibile risposta proposta i un convegno tenutosi nel 2010

Seminario: Come ridurre il debito pubblico?

qui l’intervista

http://www.unilink.it/intervista-al-prof-ferruccio-sbarbaro-il-debito-pubblico/ che spiega i contenuti.

Appare quasi che tutti vogliano che l’Italia finisca in una catastrofe. Tutti aspettano che le corde continuino a tendersi fino a spezzarsi. Credo che ogni cittadino italiano debba provare ad impedirlo.

Pasquale Russo
Direttore Generale
Link Campus University

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