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L’INPS non può chiedere ad amministratori e soci i contributi commercianti. Una decisiva sentenza della Cassazione

Nel corso del 2019 e 2020 l’INPS ha cercato in ogni modo di farsi pagare i contributi legati all’iscrizione alla gestione Commercianti d soci e d amministratori di SRL, sotto il pretesto che questi, a determinate condizioni, svolgevano un’attività di carattere lavorativo a favore delle società comparabile a quell del lavoro autonomo. Tutto questo dall’oggi l domani, con cartelle esattoriali inviate  pioggia un po’ a tutti, anche per decine di migliaia di euro. Una sorta di “Pesca a strascico” dei soldi: si prova a mandare cartelle sui  grandi numeri sperando che un po’ paghi e facendo partire contenziosi a pioggia.

Per fortuna lo scorso 27 gennaio è intervenuta la Corte di Cassazione con una sentenza decisiva sulla questione. L’emessa  ordinanza numero 1759 della Corte di Cassazione, sezione civile, che, finalmente, interviene sulla questione della doppia posizione contributiva per coloro che sono, al contempo, soci e amministratori di Società a responsabilità limitata, obbligati, da oltre dieci anni, al versamento dei contributi commercianti (per il reddito d’impresa prodotto dalla società) e dei contributi dovuti alla gestione separata (per l’eventuale retribuzione come amministratore).

L’ordinanza non esclude la possibilità della doppia iscrizione, che permane, ma detta un principio ben più importante: le mansioni intellettuali svolte dall’amministratore di una Società a responsabilità limitata non presentano, da sole, le caratteristiche necessarie per poter iscrivere il socio che svolge questo incarico alla gestione commercianti.

Quindi non basta il fatto di essere amministratori per essere obbligati all’iscrizione all’INPS ed al pagamento dei contributi, come, in una  norma di interpretazione autentica (quindi con efficacia retroattiva) contenuta nel comma 11 dell’articolo 12 del DL 78/2010, come convertito dalla Legge 12/2010.

La sentenza della Corte di Cassazione  viene a mettere in chiaro che on è sufficiente essere amministratori remunerati per essere tassati e che, comunque, sono esclusi dalle contribuzioni i soci di societ di capitali. Un necessario momento di chiarezza ed un sospiro di sollievo per molti amministratori.

 


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