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L’indicatore PMI Manifatturiero corre in tutta Europa, tranne in Francia

L’indicatore anticipatore PMI Manifatturiero corre in tutta Europa ad Aprile 2014, tranne in Francia.

 Prende campo la ripresa del settore manifatturiero dell’eurozona con l’Indice finale destagionalizzato Markit Eurozone Manufacturing PMI® che è aumentato al valore più alto in tre mesi di 53.4, in salita dal valore di 53.0 di marzo e dalla stima flash di 53.3. Il PMI ha segnalato una espansione per il decimo mese consecutivo

Il Commento di Chris Williamson, Chief Economist presso Markit:

“Il PMI manifatturiero dell’eurozona dipinge un quadro positivo durante l’inizio del secondo trimestre, con dati di aprile che sono rimasti generalmente coerenti ad una crescita della produzione industriale ad un tasso trimestrale dell’1% e con un incremento vicino al 2% in Germania.

E’ particolarmente gradita la notizia di come le nazioni precedentemente in difficoltà come Spagna e Italia osservano adesso forti crescite con le relative indagini che registrano incrementi vicini al 2%.

“Con Germania, Spagna e Italia che si godono un buon inizio 2014 sino ad ora, l’unica preoccupazione arriva dalla Francia che insegue il PMI delle altre nazioni ad un tasso di crescita di poco più basso dello 0.5%. Questa forte divergenza tra le nazioni pare sia largamente attribuita alle maggiori esportazioni e competitività. Infatti recentemente si è registrata una rinnovata e forte crescita degli ordini esteri in Spagna e Italia in contrasto a quelle mediocri di Francia.

“Senza considerare le divergenze nei tassi di crescita, la notizia più positiva che arriva dall’indagine di aprile è che tutte le nazioni registrano un PMI al di sopra la soglia di non cambiamento di 50.0. Ciò sottolinea come la ripresa del settore stia diventando generale e se tutto va bene sostenibile a causa dell’aumento della domanda da parte di ogni stato membro che alimenta la crescita in altre nazioni.

“Ciò che rimane incerto è se l’incremento della domanda procurerà un maggiore potere decisionale sui prezzi che al momento rimane debole a causa della notevole capacità produttiva in eccesso e all’alto livello di disoccupazione in molte nazioni. Inoltre con i prezzi di vendita in diminuzione per il secondo mese consecutivo, i responsabili di politiche aziendali rimarranno preoccupati circa forze deflazionistiche.”

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