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L’Hard Brexit spaventa l’Europa perchè… non sarebbe nulla di particolare

 

I giornali inglese e di mezza Europa sono pieni di grida di timore per l’eventualità di un “Hard Brexit”, cioè che si giunga al 29 marzo senza nessun accodo specifico concluso e quindi scatti l’uscita automatica.

Perfetto, cosa succederebbe se non ci fosse nessun accordo particolare e quindi per la UE il regno Unito diventasse un “Paese terzo” qualsiasi? Brucerebbero i camion alla frontiera? Le rane francesi attraverserebbero il tunnel sotto la Manica ed invaderebbero il continente, oppure una muta di feroci terrier entrerebbe nel continente? Niente di tutto questo.

Semplicemente i rapporti fra le due aree , in attesa di altri accordi, verrebbero regolate dagli accordi esistenti e dal patto del WTO. Gli accordi esistenti riguarderebbero una serie di standard internazionali (dal sistema metrico, agli standard sanitari etc) che il Regno Unito ha accettato ed applicato mentre era membro della UE. Dal momento dell’uscita la Gran Bretagna potrebbe modificarli, ma fino a quel momento sarebbero validi. Al contrario il commercio di beni e servizi verebbe regolato secondo le norme del WTO, a cui entrambe le aree hanno aderito.

Senza nessun accordo particolare (Le famose clausole di “Paese favorito”, ad esempio) varrebbero inizialmente, ma la UE ha stabilito delle norme generali di dazio verso “I paesi terzi” che verrebbero applicate in questo caso. Le tariffe sono “A peso” ed “A valore”. e la tariffa totale deriva dalla somma delle due, se applicabili.

Le tariffe sono già pronte e bisogna solo trovare quella giusta da applicare , con un sistema a selezione piuttosto preciso, che potete attivare qui:

http://tdf.wto.org/ReportersAndProducts.aspx

Selezionate European Union, quindi il prodotto e la classe di sottoprodotto, ed avrete la possibilità di downlodare un foglio excel con i dati delle tariffe ad valorem ed a peso. Sono pratiche piuttosto comuni che si effettuano in tutto il mondo e che sono state base del commercio sino alla metà degli anni ’70 con il Regno Unito, e si faceva tutto a mano e con la carta. Come può essere un problema nel XXI secolo dell’intelligenza artificiale e della stupidità politica? Qualche problema in più potrebbe esserci per i servizi finanziari e borsistici, ma non c’è nessun motivo perchè non si possa raggiungere un rapido accordo anche in questi settori, magari anche il primo aprile. Del resto la Germania è il iù grande esportatore vero Londra, ed ha tutto l’interesse a mettere a freno Barnier e la sua banda armata.

Il Regno Unito si è impegnato a salvaguardare i diritti dei cittadini europei residenti prima della Brexit per cui, in un ambito di recprocità, non potrebbe essere diverso per i cittadini inglesi in Europa. IL problema non si pone anche se questo tema specifico dovrebbe spingere l’Italia a cercare un accordo bilaterale.

Il vero dramma dell’hard brexit sarebbe che….. non succederebbe nulla, mostrando come in realtà l’uscita dalla UE è, in realtà, un finto problema, ed è proprio questo che terrorizza Bruxelles…

 


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