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Lega e 49 milioni: la Cassazione applica in modo errato l’istituto della confisca (di P. Becchi e G. Palma)

Articolo a firma di Paolo Becchi e Giuseppe Palma su Libero di oggi, 11 novembre:

La Corte di Cassazione ha confermato l’interpretazione su come procedere alla confisca nei confronti della Lega per la cifra di 49 milioni di euro. Gli avvocati del Carroccio avevano presentato ricorso contro la decisione assunta dal Tribunale del riesame di Genova lo scorso 5 settembre, che a sua volta aveva applicato un principio sancito in precedenza dalla Corte stessa. La Cassazione non ha voluto tener conto della distinzione in diritto che noi stessi, dalle pagine di questo giornale, abbiamo a suo tempo evidenziato.

La confisca cosiddetta «in rem» consente, sì, di confiscare tutte le somme, riconducibili al partito, ma nei limiti di quelle sequestrate, cioè di quelle già sottoposte a sequestro nel corso delle indagini preliminari. Metro utilizzato nella stragrande maggioranza della casistica giudiziaria italiana. Se, ad esempio, viene arrestato uno spacciatore in possesso di 100 mila euro, la condanna alla pena della reclusione sarà accompagnata dalla pronuncia di confisca dei 100 mila euro sequestrati al momento dell’ arresto e risultanti a chiusura delle indagini. Punto. Mica gli possono confiscare la casa o la macchina perché si presume che dallo spaccio abbia guadagnato di più.

Per quel che riguarda invece la confisca «in personam», questa segue il reo, cioè la persona responsabile del reato, in questo caso Bossi e Belsito, entrambi condannati con sentenza però non ancora passata in giudicato e quindi in teoria potrebbero essere ancora assolti. La decisione della Cassazione in punto di confisca emessa già ora, prima della sentenza definitiva di condanna degli imputati, ha quindi – nel contenuto della sua pronuncia – un significato eminentemente politico.

(QUASI) COME NEL 1992

Salvini sta ottenendo successi politici che, dal 4 marzo in avanti, hanno portato la Lega a raddoppiare il suo consenso. Nel frattempo il leader del Carroccio ha detto parecchi «no» all’ Unione europea, sia in campo economico che in quello dell’ immigrazione. Ed ecco che, in un modo o nell’ altro, entrano in gioco i giudici. Dopo aver cercato di attaccarlo come Ministro dell’ Interno ci provano ora cercando di soffocare il suo partito.

Come nel 1992 e in tutti gli anni segnati dal berlusconismo, la solita magistratura politicizzata cerca di sovvertire la volontà popolare. Ma stavolta non funzionerà, anche perché il popolo è sufficientemente vaccinato. Nel frattempo la Lega ha comunque trovato un accordo con l’ avvocatura dello Stato per un pagamento rateale in poco meno di 80 anni.
Ciò consentirà al partito di continuare a fare politica. Ma la Corte di Cassazione ha creato un precedente pericoloso che graverà negativamente su migliaia di casi analoghi che interessano cittadini comuni.

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma

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di Paolo Becchi e Giuseppe Palma, “Dalla Seconda alla Terza Repubblica. Come nasce il governo Lega-M5S“, con Prefazione di Matteo Salvini, Paesi edizioni: https://www.amazon.it/Dalla-Seconda-Repubblica-governo-Lega-M5S/dp/8885939074/ref=mp_s_a_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85Z%C3%95%C3%91&qid=1534592637&sr=8-1&pi=AC_SX236_SY340_QL65&keywords=dalla+seconda+alla+terza+repubblica&dpPl=1&dpID=51d0hIhW8xL&ref=plSrch

 


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