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LE RIFORME SI FANNO CON IL VOTO, NON SENZA

Stanno venendo fuori in tutto l’orrore quelli che, nell’Europa tedesca come in Italia, pensavano e tuttora credono di fare le riforme senza fare votare gli italiani. Le riforme imposte. Così come i governi imposti. Tutto senza il voto e il volere degli italiani. La realtà e la Costituzione vogliono – e non a caso, ovviamente – che solo il voto elettorale sia intimamente e giustamente legato e collegato alle riforme necessarie di un Paese, da cui difatti conseguono e scaturiscono.

Quali sarebbero le “riforme” dei non eletti? Quelle che hanno imbrogliato e imbrogliano gli italiani. Tutto ciò che è stato e viene tuttora fatto senza elezioni è contro gli italiani, perché essi non hanno deciso. Hanno non riformato al posto degli italiani e contro gli italiani, i mai scelti nè eletti al potere rubato. E ancora adesso, con la legge elettorale che si sono costruiti su misura, vogliono fare finta col trucco di venire eletti, e vogliono ancora perpetrare lo situazione in cui ci troviamo, e cioè quella di avere non riforme imposte da non eletti. Dunque, non riforme inutili e per noi tutti dannose. Ecco come stanno facendo: la nuova legge elettorale prevede in minima parte il voto diretto cioè che al volere dell’italiano corrisponda l’eletto designato, differentemente questi attaccati alla poltrona, oggi rubata ed illegittima, si stanno incuneando ed inserendo di nascosto nelle pieghe della nuova legge elettorale che, in un gioco di collegi uninominali e del proporzionale, consente, con i nostri voti, di venire “eletto”, o meglio di passare contro il volere degli italiani in Parlamento, senza i voti diretti. Ecco perché i vari Casini della commissione di insabbiamento delle truffe delle banche contro gli italiani, o i Gentloni/Renzi/Boschi del depredamento di Banca Etruria e le altre in danno dei risparmiatori italiani e dei soldi, tanti, fatti lucrare a De Benedetti ed alla fondazione Open con lo spifferamento della notizia riservata del decreto in arrivo (è il reato di insider trading).

Ma in Italia i giudici, si sa, si muovono quando vanno sul sicuro contro si tratta di fare valere i reati contro gli italiani, di difenderci, come per Fini e compagnia che hanno aspettato otto anni. Chissà quanti anni e quanti danni dovremo aspettare e vedere riguardo a tutti i rappresentanti dei governi mai eletti Monti, Letta, Renzi, Gentiloni. La giustizia tarda, è lenta e successiva, intanto i danni diventano permanenti, e gli italiani pagano ingiustamente per il sistema truffa in loro/nostro danno) stanno cercando disperatamente di “passare” contro il volere degli italiani, inserendosi là dove hanno dato i nostri soldi a gratis per lucrare oggi il loro lurido posto in Parlamento non voluti. Ecco l’ennesimo imbroglio dei non voluti contro gli italiani e con i loro, i nostri soldi.
Le riforme vere si possono fare solo ed unicamente corrispondendo la volontà tutta degli italiani con ciò che essi esprimono e vogliono. Anche Mattarella dunque, che non può non sapere, è responsabile di ciò che lascia che succeda adesso, e cioè che al voto del 4 marzo 2018 non corrisponda la reale ed effettiva volontà degli italiani, volontà che è l’unico motore e scaturigine vera di riforme effettive ed effettivamente autentiche. Solo la volontà dei cittadini italiani “fotografata” e riportata con il voto elettorale diretto e senza imbrogli e raggiri nella legge elettorale stessa, dà al Paese le riforme di cui necessita. Non altro.

Anzi, tutto il resto, è e continuerà ad essere contro gli italiani, in quanto da essi stessi cioè da noi non scelto nè voluto. E come tutte le cose imposte, oltre che in violazione delle nostre basilari regole democratiche, non funziona, non serve, ci danneggia. Ci vuole una pronuncia della Corte Costituzionale che armonizzi la nuova legge elettorale stabilendo il voto diretto degli italiani. Solo così avremo e verranno fatte le riforme che faranno funzionare il Paese. Le riforme si fanno cioè con il voto diretto di tutti gli italiani. In assenza di tale “fotografia” della volontà degli italiani tutti, rimarremo come siamo oggi, e cioè con non riforme imbroglio in danno e contro gli italiani, cioè contro noi tutti.

Francesca Romana Fantetti


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