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Le gravi discriminazioni del governo nei confronti dei professionisti (di Giuseppe PALMA)

Le conferenze stampa del Presidente del Consiglio Conte, ormai una ogni due-tre giorni, servono soltanto a mettere ansia ai sessanta milioni di cittadini costretti a stare in casa. La propaganda si fa ancora più fastidiosa quando i contenuti costituiscono una palese presa in giro nei confronti di un popolo inerme.

Ieri l’ennesima schifezza da parte del governo. Il ministro del lavoro Nunzia Catalfo (M5S) ha sottoscritto – di concerto con il ministero dell’economia – un decreto che prevede l’estensione dei 600 euro una tantum stanziato per le partite Iva, anche a quei professionisti iscritti agli ordini professionali che, per legge, hanno un trattamento previdenziale derivante da casse di diritto privato: avvocati, ingegneri, geometri etc.

Mentre tutte le altre partite Iva, quelle che – per intenderci – hanno un trattamento contributivo Inps, godranno di questo contributo di 600 euro indipendentemente dall’eventuale esposizione debitoria contributiva, i professionisti iscritti agli ordini professionali potranno godere di questo intervento economico SOLO “a condizione che il soggetto richiedente abbia adempiuto agli obblighi contributivi previsti con riferimento all’anno 2019 (ultimo comma dell’art. 1 del decreto).

Qui il DECRETO: allegato6668263 (5)

È evidente che, non trattandosi di contributi previdenziali per eventuali dipendenti ma contributi propri, parecchi professionisti iscritti agli ordini professionali pagano con ritardo alcune rate, talvolta anche di qualche anno, con una piccola maggiorazione come  previsto dalla legge. Non si tratta di tasse o imposte non pagate ma di rate di contributi previdenziali (propri!) che spesso vengono pagate in ritardo perché non ce la si fa a pagare tutto alle scadenze.

Ciò detto, il governo Conte ha pensato di subordinare la richiesta dei 600 euro una tantum per i professionisti iscritti agli ordini (con casse previdenziali di diritto privato) alla condizione di essere in regola con i contributi dell’anno scorso. A parte la IRRAGIONEVOLE DISPARITÀ DI TRATTAMENTO rispetto ai professionisti con regime contributivo Inps, è evidente la presa in giro del governo.

Non si è trattato ovviamente di una dimenticanza, lo hanno fatto apposta.

Giuseppe Palma 


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