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Le bugie del Boschigate

Lasciando perdere la pietosa scusa di Maria Etruria Boschi sul perché non fosse presente all’inizio della Kermesse della Leopolda : era occupata con la finanziaria, peccato che il verbale stenografico smentisce. ( Era più probabile che fosse dall’estetista o a fare un lifting o a scegliersi il look con cui presentarsi smagliante a fine Leopolda od ad inventare bugie sul babbo che non stesse lavorando per noi.) arriviamo a questioni più sostanziali

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Prima bugia: c’è l’ha chiesto l’Europa. Non è vero. Il decreto che esclude dalla rivalsa i creditori sociali è farina di Boschi e Renzi. La norma europea )n.2014/59 del 15/5/2014,recita : “Le persone fisiche e giuridiche sono tenute a rispondere , subordinatamente al diritto dello stato membro , a norma del diritto civile e penale, delle loro responsabilità per il dissesto dell’ente”L’unico scudo che è ammesso è quello per gli amministratori temporanei a cui papa Boschi non appartiene perché è stato tra coloro che il dissesto l’han provocato. Quindi nessun scudo dall’Europa!
Seconda bugia: è difficile determinare le responsabilità . Falso! Il dissesto avviene in un preciso ambito temporale Siamo passati da perdite di 81, 217 milioni di Euro a 526,040 milioni dopo che nel Maggio 2014 il presidente di Banca Etruria Lorenzo Rosi e il suo vice Boschi rifiutarono l’offerta della Banca Vicentina che avrebbe pagato un Euro per ogni azione della Banca con un premio sostanzioso in più (il 25%)sulla quotazione del giorno. Adesso sottoscrittori azionisti ed obbligazionisti hanno invece un bel pugno di mosche in mano.

Terza bugia ( di Padoan) I sottoscrittori  di obbligazioni delle banche l‘han fatto per fare una speculazione, per cui erano consapevoli dei rischi che implica un maggior rendimento a carAttere speculativo implica è giusto che paghino.. Visto che in questi anni le obbligazioni han dato un rendimento uguale a quello dei Buoni del Tesoro che razza di speculazione era?
Quarta bugia: Il ministro Boschi col decreto che impedisce la rivalsa sugli amministratori non c’entra niente . Maria Etruria non era nemmeno presente il 16 novembre quando fu varato. Per cui quando fu scritto che”L’esercizio dell’azione sociale di responsabilità e di quella dei creditori sociali contro i membri degli organi di controllo ed amministrativi e il direttore generale…..spetta ai commissari speciali(lol!), previa autorizzazione di della Banca d’Italia….”(insomma si fa uno scudo contro l’articolo 2394 del codice civile e sul depauperamento del patrimonio della banca) la Boschi non c’era. ALTRA BUGIA: questo è il recepimento di una direttiva del governo, la n.80 del 10 Settembre 2015 rimasta intatta e riapprovata nella n 89 del 6 Novembre e nella n.90 del 13 quando Maria Etruria era ben presente. C’è di più la lettera di accompagnamento degli indirizzi del decreto legislativo al Presidente del Senato ed indirizzata alle commissioni competenti è di Maria Etruria Boschi.
Se poi risultassero vere le voci, per ora solo di fonte televisive, che  tra i crediti inesigibili ci siano quelle elargiti a società in cui nel consiglio di amministrazione sedevano il padre della stessa Boschi (sedeva in ben 14 consigli di amministrazione) o quello di Renzi o di altri membri del governo assieme al fatto che il Capoprocuratore di Arezzo sia Consulente di Palazzo Chigi, cioè di Renzi, gli effetti di questo scandalo sarebbero incontrollabili. Questo enorme pasticcio non salverà le banche coinvolte perché il discredito acquisito tra i risparmiatori le porterà probabilmente alla bancarotta e di riflesso provocherà una fuga di capitale per le altre banche italiane (una ventina) che navigano in cattive acque ( checché ne dica Padoan).
Renzi ci ha abituato ad una disinvoltura che lascia stupiti come quando promosse il giudice che lo assolse per i suoi pasticcetti di amministratore locale 6 giorni dopo la sentenza di assoluzione, ma in questa storia ha superato se stesso proiettando l’Italia a livelli del diritto tribale dell’Uganda e operando una mossa per salvare interessi privati che probabilmente genererà un effetto a catena di discredito su tutto il sistema creditizio. Si potrebbe obiettare che in fondo sono le stesse direttive Europee che spingevano colpire i sottoscrittori di obbligazioni e di azioni, peccato che da altre parti siano state applicate diversamente, ma d’altra parte è regola generale che il margine di trattativa nelle questioni intenazionali  é limitato e se un governo lo occupa per proteggere gli interessi privati del proprio clan non ne ha più per difendere quelli dei cittadini. In fondo è la storia dell’Itala degli ultimi 4 anni.

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