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Le 10 strategie della manipolazione mediatica ai tempi del Covid

 

Questo decalogo circola da tempo sul web, ma oggi  lo integriamo, con le parti in corsivo, per mettere in luce quanto queste strategie siano state ampiamente utilizzate massivamente in questi ultimi due anni per amplificare la propaganda della pandemia, funzionalmente alle restrizioni (alcune delle quali saranno perenni) che consentiranno di accorciare i guinzagli al collo dei cittadini.

1-La strategia della distrazione.

Consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti attraverso un fiume di informazioni irrilevanti.

“Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

Ad esempio concentrando l’attenzione sul numero dei contagiati e non sulla crisi sociale ed economica, sul depauperamento delle libertà, sulla crisi energetica.

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni

Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare.

Creo una pandemia infinita, costellata di varianti  e poi cerco di obbligare a prevenirla. Se la variante non è grave, la rendo tale. Saranno gli stessi cittadini che chiederanno restrizioni per contenerla.

3- La strategia della gradualità

Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, lentamente ma continuamente.

Si pensi al nuovo modello neoliberista imposto durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari scollati dalla realtà, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

Per le libertà si parte da un piccolo obbligo, le mascherine, per giungere ad obblighi più pressanti, dai lockdown, a quelli vaccinali ai licenziamenti forzati.

4- La strategia del differire

Far accettare una decisione impopolare è quella presentandola  come “dolorosa e inevitabile”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato.

“Dobbiamo salvare il Natale”

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini

“Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (Rif. “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

Dato che poi chi prepara queste strategie ha spesso l’età mentale di 12 anni, è perfetta come tattica.

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione

Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo.

Esempio far vedere il singolo caso in terapia intensiva ignorando i milioni senza nessun sintomo.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità

“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia, e rimanga, impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

Covi vi spiegate la scarse selettività della scuola dell’obbligo, i sei politici, la DAD…

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità

Spingere il pubblico a ritenere che è la cosa più comune essere mediocri e volare basso.

9- Il Senso di colpa

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione.

“Chi non si vaccina vi infetta” basta come esempio. Avremmo poi tutti i casi attuali del “Cancelliamo il 110% perché siete tutti ladri”…

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano

Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élite dominanti. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che può esercitare un controllo maggiore di quello che lo stesso individuo eserciti su sé stesso.

Cosa c’entra tutto ciò con gli scenari economici? L’economia non si fa entro compartimenti stagni. La maggior parte delle politiche economiche vengono applicate in un contesto sociale, il quale, se opportunamente influenzato, può far si che quelle stesse politiche abbiano effetti predeterminati.

Il modello economico neoliberista non avrebbe mai potuto essere applicato alla maggior parte delle società occidentali senza un uso strumentalmente “chirurgico” dei mezzi di comunicazione di massa.

Questo decalogo fu pubblicato per la prima volta 4 anni fa. Non dite che non vi avevamo avvisati 🙂


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