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Lavoro senza dignità, o dignità senza Lavoro? di Gennaro Varone.

La disciplina del lavoro precario, nella trascorsa Legislatura, ha preso atto di una precisa (e disastrosa) scelta economica: se la Repubblica pareggia il suo bilancio, riprendendo in Tasse tutto ciò che ha erogato in Spesa Pubblica, alla Comunità non resta Moneta per sostenere i propri consumi. Senza consumi non c’è impresa; e senza impresa non c’è lavoro.

Eppure, oggi: emanare norme giuridiche che mirano a restituire dignità ai lavoratori, senza, tuttavia, aver creato le condizioni economiche perché assunzioni dignitose -e non precarie- vi siano: che senso ha?

Combattere il lavoro precario, eliminando i contratti a termine, non è come combattere la miseria bruciando le capanne? Chi non può permettersi una casa, sarà costretto a dormire per strada.

Il precariato lo si elimina con una manovra ‘espansiva’, di aumento della spesa pubblica, che sostenga il reddito delle famiglie, in modo da incrementare i consumi e, dunque, la produzione. E’, davvero, banale: le imprese stipulano contratti di lavoro soltanto se le famiglie possono ‘permettersi’ di comprare ciò che i nuovi assunti producono.

E’ necessaria, dunque, una politica economica espansiva, che segni una radicale inversione rispetto all’Austerity; la cui irriducibile performance negativa (a dispetto di una tambureggiante propaganda, che l’ha esaltata quale sobrio modo di ‘tenere i conti in ordine’), tutti abbiamo constatato. Difficile convincere, ormai, che le martellate sulla ginocchia fanno bene …

Invece, assistiamo, ancora oggi, all’esatto opposto: tagli; delle indennità ed (a breve) delle pensioni, pomposamente definite “d’oro”; tagli che produrranno ulteriore contrazione dei consumi e, dunque (a catena discendente), nuove povertà. Come? Si pensi al pensionato ‘tagliato’, costretto a licenziare la colf, la quale, a sua volta, dovrà rinunziare a far studiare il figlio.

La Costituzione impegna, solennemente, le Istituzioni Repubblicane a garantire la effettività del diritto al Lavoro: ma la effettività del diritto al Lavoro va, innanzitutto, “finanziata”; solo allora avrà senso presidiarla, con norme sulla dignità.

Altrimenti, il lavoro sarà pure più dignitoso, oggi.
Ma non ci sarà chi sia disposto ad assumere lavoratori…

Gennaro Varone, Magistrato


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