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LAVORO, DEMOCRAZIA E UGUAGLIANZA: I FALSI EUROPEISTI E I CIECHI €URISTI SMASCHERATI E SBUGIARDATI GIA’ SESSANT’ANNI FA DA PIERO CALAMANDREI (di Giuseppe PALMA)

 

Calamandrei 2

 

Ho già dimostrato, con i miei libri, articoli e papers, l’incompatibilità assoluta tra la nostra Costituzione e i Trattati europei. Chi volesse approfondire l’argomento, potrà leggere alcuni dei miei lavori (compreso un video):

 

Tra qualche mese – spero non oltre febbraio 2016 – uscirà un mio nuovo libro sull’argomento, intitolato “IL TRADIMENTO DELLA COSTITUZIONE […]”!

 

L’incompatibilità tra Costituzione e Trattati dell’UE è rinvenibile addirittura leggendo l’art. 3, comma 3, del TUE, il quale stabilisce – tra gli obiettivi dell’Unione – la stabilità dei prezzi in un’economia di mercato fortemente competitiva, e ciò lede palesemente l’obiettivo della piena occupazione sul quale la Repubblica italiana trova fondamento (art. 1 co. I e art. 4 Cost.) e verso il quale tendono (ipocritamente) addirittura anche i Trattati europei, i quali prevedono anche il perseguimento della piena occupazione e del progresso sociale all’interno della cornice della stabilità dei prezzi e della competitività selvaggia: in pratica, per dirla con parole povere, l’UE persegue due obiettivi: da un lato la piena occupazione e il progresso sociale, dall’altro la stabilità dei prezzi e l’economia di mercato competitiva, i quali non possono coesistere senza che l’uno non divori l’altro!

Ma v’è di più! Leggete cosa diceva Piero Calamandrei – uno dei Padri Costituenti – agli studenti milanesi dell’università e della scuola media il 26 gennaio 1955: “[…] L’art. 34 dice: “I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Eh! E se non hanno i mezzi? Allora nella nostra costituzione c’è un articolo che è il più importante di tutta la costituzione, il più impegnativo per noi che siamo al declinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi. Dice così: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. E’ compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’art. Primo – “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” – corrisponderà alla realtà. Perché fino a che non c’è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica perché una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia soltanto una uguaglianza di diritto, è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della società, di portare il loro miglior contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la società […]”.

Le parole di Calamandrei (risalenti a sessant’anni fa) non lasciano alcun dubbio: “[…] dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo […]. Perché fino a che non c’è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica […]”.

Qui il video integrale per ascoltare le parole di Calamandrei (Milano, 26 gennaio 1955). Da non perdere!!!

 

Non mi fermerò, e non avrò pace, fino a quando tutti gli italiani non comprenderanno il crimine che i Trattati europei hanno commesso ai danni della nostra Costituzione e dei suoi principi inderogabili! Perchè, come diceva Calamandrei, “la libertà è come l’aria! Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare!“.

 

Giuseppe PALMA

 

 

 

 

 

 

 

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