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L’astensionismo? Vedi cessione di sovranità…

Employees carry in a box of small flags of the European coun
Ieri in Emilia Romagna, regione rossa in teoria politicamente corretta e attiva, ha votato il 39.94% degli aventi diritto, senza toccare neanche la soglia psicologica del 40% mentre il Calabria solo il 44%.
Alle europee del 2004, il primo dell’era euro che avrebbe drogato il sud Europa con il ciclo di Frenkel,  fu registrata una buona affluenza del 72,88% , cinque anni dopo con l’inizio della crisi finanziaria scoppiata nel 2008, gli aventi diritto al voto recati alle urne scesero al 66.5% ed infine alle ultime europee di maggio 2014, l’affluenza al 58,6% conferma la tendenza a non essere interessati a votare.
Oggi i dati sull’astensionismo record e non solo quelle relative a ieri ma anche le precedenti di passate elezioni, vengono mostrati  dai mezzi d’informazione come una sconfitta della politica, la quale lontana dalle realtà nazionali e locali perchè impegnata su altre “realtà” sovranazionali, non sa più comunicare e raccogliere le istanze dei cittadini.

ELEZIONI POLITICHE 2013

La politica pertanto ammette  che l’astensionismo è una perdita di aspettativa dei cittadini verso chi governa, quindi questa ripetutamente, promette di impegnarsi affinchè si ritrovi quella fiducia per tornare a votare.
E qui che si nasconde l’ipocrisia della politica, che rimane scioccata o fa finta di esserlo, davanti ai crolli delle affluenze, ma allo stesso tempo, predica la volontà nel cedere sovranità nazionale, come se fosse la via maestra della politica stessa, verso soggetti non legati alle realtà dei singoli Stati, appartenenti ad organismi internazionali nonchè poco democratici.
Questa grossa fetta della classe politica europeista e anche dell’informazione pertanto avrà capito che l’astensionismo è la logica conseguenza dello svuotamento della sovranità nazionale, tanto amata e perpetuata dai governanti pro vincolo esterno?
In uno Stato in cui la sovranità nazionale viene sorpassata da logiche finanziarie e sovranazionali, le urne non hanno senso.
Se il legame tra la cessione di sovranità nazionale e il voler disertare le urne, i politici europeisti l’hanno capito, allora che non si chiedano, rimanendo meravigliati del perchè non si va più a votare.
In conclusione, il ritorno alla partecipazione al voto può essere ottenuta solamente attraverso la riconquista della sovranità nazionale, fattore necessario per dotarsi di quei mezzi al fine di superare l’attuale crisi economica e democratica cui verte il nostro Paese sotto il “meraviglioso” mondo del vincolo esterno…
Quindi per dare un senso al voto si dovranno scegliere solo  quelle formazioni politiche che rivendicano la nostra sovranità ovvero i principi dell’art 1 della nostra costituzione…

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