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L’Apocalisse Meridionale: il SUD e’ il problema (ed opportunita’) numero 1 dell’Italia. L’Italia e’ MORTA se non si affronta questa questione.

Ripropongo ai lettori questo fortunato articolo che pubblicai il 31 Maggio 2012, che resta del tutto attuale. Buona Lettura.
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Di recente, sulla rete (su RISCHIO CALCOLATO ma anche su altri BLOG) c’e’ un grosso dibattito  sul FUTURO DELL’ITALIA ed e’ un fiorire di proposte e soluzioni.
Ovviamente, quando “suona la campana a morto”, il dibattito acquista di interesse.
Spesso pero’, le proposte che sono fatte da TUTTI, non inquadrano il PROBLEMA NUMERO 1 che in realta’ ha la nostra nazione: IL MERIDIONE.
Se prendiamo qualsivoglia indicatore economico (PIL, Bilancia commerciale, Occupazione, Valore aggiunto industriale, Residuo fiscale), e lo applichiamo al CENTRO NORD, abbiamo sempre un quadro virtuoso, in linea e talvolta migliore di paesi come la Germania. Perfino I valori di Spesa Pubblica in relazione al PIL in parte di queste aree e’ minore che la media Europea, e la qualita’ di molti servizi non e’ disprezzabile; lo stesso lavoro nero ed evasione, in relazione al valore aggiunto e’ per dire in Lombardia analoga a quella Tedesca. Se facciamo analogo esercizio col SUD, abbiamo un’insieme di indicatori complessivamente peggiori della Grecia, su quasi tutti i fronti.
Il meccanismo in realta’ non regge piu’. Il Centro Nord stacca un’assegno di circa 80-100 miliardi di Euro all’anno al Sud, ed al contempo non si vedono miglioramenti sostanziali del quadro economici in queste aree. Finche’ c’era il bengodi, il meccanismo funzionava, perche’ il sud veniva finanziato non dal Nord, ma di fatto facendo Deficit, e quindi Debito, e quindi facendo pagare il conto alle future generazioni.

slide Copy 67 LApocalisse Meridionale: il SUD e il problema (ed opportunita) numero 1 dellItalia. LItalia e MORTA se non si affronta questa questione.

Poi, a partire dagli anni 80 la pressione fiscal inizio’ ad esplodere, ed a partire dagli anni 90 il Nord fu ingabbiato, dall’euro da una parte e da una pressione fiscale assurda dall’altra, ponendo cosi’ le condizioni del declino dell’intera Italia, che dura da 20 anni.

Qui allego gli studi che avevo fatto all’epoca, con le relative descrizioni.

 2008 maine LApocalisse Meridionale: il SUD e il problema (ed opportunita) numero 1 dellItalia. LItalia e MORTA se non si affronta questa questione.

Ora passiamo ad altri dati, per lo piu’ pubblicati dalla BANCA D’ITALIA:

Date un’occhio qui: come vedete l’evasione ed il lavoro nero sono un problema essenzialmente meridionale (in Lombardia l’evasione e’ analoga a quella stimata in Germania):

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Diamo un’occhiata ai dipendenti pubblici: e’ evidente che al SUD v’e’ un quantitative enorme di dipendenti pubblici in relazione al NORD. Cio’ non toglie, vedendo dale varie tabelle, che questi, pur essendo in maggior numero, producono servizi qualitativamente piu’ scadenti, sia nella scuola, che nella sanita’, che in ogni altro settore.

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Diamo uno sguardo agli investimenti: al SUD sono nei decenni passati maggiori che nel NORD, ma il NORD ha maggiori infrastrutture. In sintesi nel SUD arrivano tanti soldi, ma non si traducono in opera pubbliche, ma in sprechi.

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Appare evidente che, in ultima analisi, il MERIDIONE D’ITALIA si basa su un sistema economico complessivamente PARASSITARIO ED ASSISTENZIALE. Oltre a drenare enormi quantita’ di denari dal Centro-Nord, il SUD li spende in modo completamente improduttivo. Il vero disastro Italiano e’ proprio questo: il Meridione d’Italia e’ inefficiente e de-responsabilizzato. Ovviamente, le prime vittime di cio’, sono proprio I cittadini Meridionali di buona volonta’, ma in ultima analisi, la vittima di questa piaga e’ l’intero paese.

Vediano ora le proposte che spesso vengono dal mondo politico o da economisti o da blog, e vediamole dando un’occhio al MERIDIONE

PROPOSTA NUMERO 1: IL PROBLEMA DELL’ITALIA E’ L’EURO, E LA SOLUZIONE AI PROBLEMI ITALIANI E’ SVALUTARE E RIAPPROPRIARSI DELLA SOVRANITA’ MONETARIA

Questa proposta ha a mio avviso un senso, ed ho scritto articoli a riguardo. Detto questo, che impatti avrebbe sul Mezzogiorno?
A mio modo di vedere modestissimi. Infatti solleciterebbe l’export e la produzione manifatturiera (localizzate al Nord). Anche la bilancia dei pagamenti dei servizi vedrebbe vantaggi localizzati essenzialmente al centro Nord. In estrema sintesi nel Sud, facendo la svalutazione, non cambierebbe assolutamente niente. Resterebbe una voragine negative tanto nel residuo fiscale, quanto nel saldo import export.
Svalutare ed uscire dall’Euro non risolve per niente il problema meridionale. Risolverebbe invece nell’immediato molti problemi nel Nord, ma nel medio-lungo termine, le necessita’ redistributive riporterebbero anche questo al punto di partenza. Senza risolvere il problema della “voragine” meridionale, il Nord va poco in la’.

PROPOSTA NUMERO 2: COLPIRE I RICCHI, I GRANDI PATRIMONI, I GRANDI EVASORI E REDISTRIBUIRE I PROVENTI PER FARE MAGGIORE SOLIDARIETA’ AI PIU’ DEBOLI ED INVESTIMENTI SPECIE AL SUD

La proposta e’ un suicidio. A parte che all’atto pratico affonderebbe ulteriormente la parte produttiva del paese, non si tradurrebbe in altro che maggiore spesa improduttiva in particolare ad Sud.
Questa proposta non risolve per niente il problema meridionale: e’ come dare ad un cocainomane, una dose doppia di coca. Tra l’altro cio’, ammazzerebbe definitivamente il Nord Italia e le classi produttive.
Anche il proporre maggiori investimenti al SUD in Infrastrutture, istruzione o quant’altro, e’ un semplice spreco di denaro, visto che come abbiamo visto l’efficienza degli stessi e’ enormemente inferior rispetto al Nord o al resto d’europa. Di fatto, questi si tradurrebbero in larga parte in spreco.

CONCLUSIONI
Reputo che il problema Meridionale sia il problema numero 1 in Italia.
Il problema e’ semplice in se’, come abbiamo visto: il Meridione ha un’economia completamente non competitiva, basata sull’assistenzialismo improduttivo Statale da un lato, e da un’economia privata del tutto rivolta al mercato interno ed ad altissimo tasso di evasione ed irregolarita’. Il Meridione ha un problema di inefficienza ad ogni livello, che deriva da una deresponsabilizzazione della societa’ ad ogni livello, dalle classi dirigenti che sprecano soldi di chissachi’ per procurarsi consenso, ad una popolazione che ricerca nella protezione statale o nell’economia sommersa, la risoluzione dei propri problemi. Il sistema e’ Feudale, ed in ultima analisi si basa sul concetto “di fottere il prossimo”.
Personalmente, lavorando quasi sempre all’estero, ho avuto modo di vedere, I tantissimi emigrati Italiani di origine meridionale in giro per il mondo, e di appurare che questi generalmente appartengono alle classi medie o medio-alte, ed e’ gente che si da’ da fare e risce in ambienti competitivi ad emergere.. Quindi? Quindi in se’ il problema non sono I Meridionali come singole persone, ma come societa’. La risoluzione del problema sta nell’abbattere questo sistema. Inutile farlo per via giudiziaria, o repressiva, o con interventi statali di ogni tipo.
Si badi bene, che problemi di questo tipo non si risolvono in termini MAI in tempi brevi, ma piuttosto lunghi.

Come fare ad abbattere un sistema basato sul parassitismo? Pretendendo efficienza e responsabilizzando classi dirigenti e popolari.
Come?  Riducendo l’enorme flusso di denaro che dal Nord va al Sud, e pretendendo un output di servizi in linea con gli standard del centro nord. Inoltre, essenziale e’ l’introduzione del Federalismo e della responsabilizzazione a tutti I livelli. Questo e’ il solo modo per rompere “la comunanza di interessi” che hanno oggi tanti cittadini Meridionali. D’altronde l’arrivo degli 80-100 miliardi dal Centro Nord si traduce spesso in posti di Lavoro o pensioni assistenziali fasulle, o sprechi che ingrassano il tessuto economico locale private, ma che indirettamente creano benefici indiretti anche al resto dell’economia locale, che in questo modo e’ spinta a non migliorare o rendersi piu’ efficiente e competitiva. E’ il gatto che si morde la coda.  Pensate che il sistema e’ talmente marcio e cristallizzato, che non si riescono neanche a spendere da anni ed anni I denari dei finanziamenti europei.
Ma tagliare gli sprechi non impatterebbe sul PIL meridionale e favorirebbe l’emigrazione verso Nord?  Certamente si, almeno inizialmente. Un sistema che riduca le Spese Pubbliche improduttive e contestualmente premi le categorie produttive (imprese, lavoratori, etc) con riduzioni di pressione fiscale, darebbe vantaggi immediati al Nord. Cio’, pero’, favorirebbe una trasformazione dell’economia meridionale, e quindi della societa’, visto che il sistema feudale non reggerebbe piu’, e tutti i meccanismi di conservazione, inevitabilmente salterebbero. Dopo un travagliato periodo di transizione, l’economia meridionale, risanata, si rimetterebbe a correre ed ad essere competitiva.
Quanto sostengo qui credo sia l’unica possibilita’ per dare un qualche futuro alle giovanissime generazioni meridionali, ma anche Italiane.
Oltre al federalismo, ed alla forte riduzione dell’essistenzialismo e degli sprechi, reputo essenziale l’introduzione delle gabbie salariali, sia nel pubblico che nel privato, per far attirare imprese.  Lo Stato dovra’ essere inflessibile su un concetto basilare: chi sbaglia, paga; al tempo stesso dovra’ invece premiare le realta’ che migliorano l’efficienza con Investimenti crescenti.
C’e’ una speranza per l’Italia? SI, ma solo se si resolve una volta per tutte il problema Meridionale, e questo si resolve unicamente in modo strutturale, in un processo che creera’ diversi anni di difficolta’, e non mettendoci delle toppe.

GPG Imperatrice
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