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L’Antifascismo nel terzo millennio

 


Le recenti vicende di cronaca, che stanno infiammando le piazze d’Italia anche in concomitanza delle prossime scadenze elettorali, fanno sorgere la necessità di una riflessione su cosa sia oggi l’antifascismo o su come debba intendersi.
Operazione di contestualizzazione quanto mai opportuna questa nell’Italia del fiscal compact e del jobs act.
Non posso non pensare a mio padre Armando, classe 1904, che durante il ventennio era medico ed antifascista sannita.
Fu un’esistenza movimentata la sua e coraggiose e convinte le sue scelte.
Ebbe l’opportunità di conoscere personalmente uomini eccezionali quali Tommaso Fiore, Sandro Pertini e Pietro Nenni. E per le sue simpatie socialiste fu mandato, obtorto collo, nell’isola di Ventotene a svolgere la professione.
Per mio padre era molto chiaro cosa fosse l’antifascismo poiché aveva vissuto il fascismo sulla propria pelle ed aveva colto il weltanshaung, il comune sentire, che lo aveva generato.
Avversava pertanto il mercantilismo, l’imperialismo del « posto al sole» , l’uso della guerra per risolvere controversie internazionali, il razzismo, la diseguaglianza sociale, la dittatura nelle sue molteplici forme.
Morì nel 1973. Da allora il mondo è radicalmente cambiato, per cui mi domando se il suo antifascismo sia ancora attuale o vada comunque storicizzato.
Per cogliere cosa oggi debba essere l’antifascismo, si deve prioritariamente stabilire cosa sia il moderno fascismo italiano ed europeo.
Nell’Italia repubblicana nel secondo dopo guerra non ci sono state più parate militari col passo dell’oca, nè camicie nere con il cappello di orbace.
L’Italia non ha spezzato più le reni ad alcun paese nè aggredito proditoriamente stati confinanti.
Eppure, mai come oggi, il fascismo italiano ed europeo è così forte, anzi fortissimo.
Non lo rappresentano certo quei patetici giovanotti che fanno il saluto romano e che inneggiano a Mussolini e ad Hitler.
Prigionieri di una propria mitopoieutica non riescono a cogliere il fatto che la storia ha già emanato un verdetto di condanna senza attenuanti su quelle tristissime vicende.
E’ questo il fascismo di facciata, quello semplice da biasimare, facile da cogliere, a cui parimenti si contrappone un antifascismo di maniera, che è riuscito a trasformare in sterili liturgie gli insegnamenti della lotta di liberazione e che è incapace di comprendere la vera matrice dell’odierna spinta reazionaria.
Il moderno fascismo è la dittatura dei mercati, quello che affama ed uccide le genti, grazie allo spread e senza sparare un colpo.
E’ il governo mondiale gestito da una famelica lobby apolide internazionale che grazie al lavoro-merce, all’ arbitraggio fiscale, alla moneta unica e ad accordi di libero scambio sta distruggendo le democrazie occidentali per perseguire un proprio illimitato arricchimento.
Il fascismo del terzo millennio, in forza degli accordi europei intergovernativi e dei trattati di Maastricht e di Lisbona, è riuscito a svuotare dall’interno le nostre istituzioni democratiche e rendere infruttuosa la nostra Costituzione, nata proprio dalla lotta al nazifascismo.
Addirittura nel governo dell’unione europea non esiste la separazione dei poteri preconizzata da Montesquieu ed oscuri burocrati impongono alle genti terribili ed inutili sacrifici senza rispondere ad alcuno, non essendo eletti dai popoli europei e non avendo ricevuto un mandato politico.
Se mio padre potesse ritornare in vita, da vecchio e sincero antifascista sarebbe contro:
i vari accordi TTIP e CETA;
il lavoro merce e l’arbitraggio fiscale;
l’indipendenza della Banca Centrale dal potere politico;
il pareggio di bilancio e la moneta unica;
l’ingerenza dei mercati finanziari nel governo delle democrazie-
E certamente sarebbe per dare attuazione alla Carta Costituzionale, nel testo del 1948, in tutte le sue parti.
Sicuramente i ben pensanti di oggi lo taccerebbero di populismo, come illo tempore lo tacciarono di disfattismo, ma da uomo libero e libero pensatore non avrebbe timore ad affermare le sue idee.
Questo è il vero antifascismo militante, tutto il resto serve solo a mantenere il conflitto di classe a livello orizzontale e non a portare la lotta in senso verticale, coinvolgendo chi detiene le ricchezze ed il potere reale.
Orbene, l’antifascismo ora come allora deve realizzare una società in cui ci sia equità sostanziale, lavoro dignitoso per tutti, libertà e partecipazione democratica, perché la sovranità appartiene al popolo italiano.
Raffaele SALOMONE MEGNA


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