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LA UE AUTORIZZA I VOLI DA 15 PAESI, CINA COMPRESA. L’esperienza non insegna nulla

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il Consiglio dell’Unione Europea ha emanato una indicazione, non vincolante, ma estremamente indicativa, con la quale si autorizza la ripresa dei voli e dei contatti con 15 paesi, la cui lista potete vedere come segue:

  • Algeria
  • Australia
  • Canada
  • Georgia
  • Giappone
  • Montenegro
  • Marocco
  • New Zealand
  • Rwanda
  • Serbia
  • South Korea
  • Thailand
  • Tunisia
  • Uruguay
  • China, soggetto a reciprocità

Come vedete non ci sono né gli USA, né Argentina o Brasile e neppure la Russia. Evviva che potranno arrivare i turisti giapponesi e , forze, molto forse , cinesi. Però vi invitiamo a fare un piccolo ragionamento.

Le motivazioni dovrebbero essere oggettive, almeno nelle premesse del Consiglio, che afferma:

Per quanto riguarda la situazione epidemiologica, i paesi terzi elencati dovrebbero soddisfare i seguenti criteri, in particolare:

  • numero di nuovi casi COVID-19 negli ultimi 14 giorni e per 100000 abitanti vicini o al di sotto della media UE (così com’era il 15 giugno 2020)
  • tendenza stabile o decrescente di nuovi casi in questo periodo rispetto ai 14 giorni precedenti
  • risposta globale a COVID-19 tenendo conto delle informazioni disponibili, compresi aspetti quali test, sorveglianza, tracciabilità dei contatti, contenimento, trattamento e comunicazione, nonché affidabilità delle informazioni e, se necessario, il punteggio medio totale per la salute internazionale Regolamento (IHR). Anche le informazioni fornite dalle delegazioni dell’UE su questi aspetti dovrebbero essere prese in considerazione.

Ora, con tutto il bene del mondo, dopo quello che è successo  sulla nascita del virus a Wuhan, i ritardi nella sua comunicazione le incertezze, il fatto che non si sia ben capito quello che è successo, che la data di inizio dell’epidemia sia stata evidentemente contraffatta, dato quello che succedeva a ottobre , con gli ospedali pieni, con il virus già presente in Italia a Dicembre , il diniego della trasmissibilità fra uomo e uomo fino alla seconda metà di gennaio, nonostante tutto questo, ora noi ci veniamo bellamente a fidare di quello che dice la Cina , i suoi dati etc. Il tutto, fra l’altro, dopo che anche sui morti a Wuhan ci sono degli indizi che le cose siano andate ben diversamente, ad esempio con le montagne di cellulari abbandonati, i milioni di abbonamenti telefonici cancellati. Nonostante tutto questo il Consiglio dell’Unione Europea si fida dei dati cinesi.

Sbagliare è umano, perseverare è diabolico


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