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La scienza (quella vera) indica che probabilmente la chiusura non serve a nulla

 

Abbiamo presentato già numerosi documenti scientifici che mettono in luce l’inutilità dei lockdown. Ora ne aggiungiamo un altro che, per il peso scientifico del team di ricercatori, potremmo definire schiacciante. Eppure nel CTS e al Ministero della Sanità dubitiamo che qualcuno lo abbia letto.

Il paper è stato pubblicato su Journal of Clinical Epidemiology, una pubblicazione Elsevier USA con un H-index di 203, elevatissimo, e che mostra una grande affidabilità scientifica.

L’articolo in questione, Vincent Chin, John P.A. Ioannidis, Martin A. Tanner e  Sally Cripps si intitola Effect Estimates of COVID-19 Non-Pharmaceutical Interventions are Non-Robust and Highly Model-Dependent, in Italiano Le stime degli effetti degli interventi non farmaceutici COVID-19 sono
sono robuste e altamente dipendente dal modello

Ora prima vi presenteremo la traduzione, piuttosto brutale e secca, del contenuto scientifico, quindi cercheremo di dare delle spiegazioni più semplificate.

Obiettivo: confrontare l’inferenza relativa all’efficacia dei vari interventi non farmaceutici (NPI) per COVID-19 ottenuti da diversi modelli SIR.

Progettazione e impostazione dello studio: abbiamo esplorato due modelli sviluppati dall’Imperial College che consideravano solo gli NPI senza tenere conto della mobilità (modello 1) o solo la mobilità (modello 2) e un modello che tiene conto della combinazione di mobilità e NPI (modello 3). L’Imperial College ha applicato i modelli 1 e 2 a 11 paesi europei e agli Stati Uniti, rispettivamente. Abbiamo applicato questi modelli a 14 paesi europei (11 originali più altri 3), su due diversi orizzonti temporali.

Risultati: mentre il modello 1 ha scoperto che il blocco era la misura più efficace negli 11 paesi originali, il modello 2 ha mostrato che il blocco aveva poco o nessun beneficio poiché veniva tipicamente introdotto in un punto in cui il numero di riproduzione variabile nel tempo era già molto basso. Il modello 3 ha rilevato che il semplice divieto di eventi pubblici era vantaggioso, mentre il blocco non ha avuto un impatto coerente. Sulla base delle metriche bayesiane, il modello 2 era supportato meglio dai dati rispetto al modello 1 o al modello 3 per entrambi gli orizzonti temporali.

Conclusioni: le inferenze sugli effetti degli NPI non sono solide e sono altamente sensibili alla specifica del modello. Nel quadro di modellazione SIR, gli impatti del blocco sono incerti e fortemente dipendenti dal modello.

Gli scienziati vogliono vedere l’effetto delle misure non farmaceutiche (NPI, Non Pharmaceutical Interventions) che vengono riassunte in tre modelli diversi:

  1. nel primo, che poi è quello base utilizzato nel Regno Unito dall’imperial College, tute le variazioni dell’indice Rt, quello del contagio, è collegato esclusivamente alle misure di lockdown, ed alla fine della mobilità;
  2. nel secondo modello invece la variazione dell’indice Rt è legato non solo alla riduzione della mobilità, ma ad altri fattori. Quindi se Rt varia non è più a causa solo del lockdown, ma di una serie di motivazioni. Praticamente nel modello 2 il lockdown non è il fattore che fa modificare i contagi;
  3. nel terzo modello si considera una via intermedia, in cui la misura di limitazione della mobilità è legata solo al divieto di grandi eventi.

Secondo l’analisi statistica effettuata dai ricercatori le prove statistiche a favore della prima ipotesi, quella di efficacia del lockdown, non sono “Robuste”, cioè non sono particolarmente provate. Al contrario appare che il secondo modello si adatti meglio all’insieme dei dati, cioè spieghi meglio quello che succede, sia più probabile.

Quindi il paper viene a mettere  in dubbio l’efficacia del lockdown nello spiegare le riduzioni complete dell’indice di contagio. Questo magari nella prima fase è stato efficace, ma ci sono dei forti dubbi che lo sia ancora.

Questo paper quindi pone dei forti dubbi sull’efficacia dei lockdown, ed è scientificamente molto ben fatto, eppure ne avete mai sentito parlare da parte del CTS e di Speranza. Soprattutto, quali sono gli scritti del CTS con valenza di carattere scientifico sulla materia? Draghi ha giustamente affermato che farà parlare i dati. Bene, che cosa ne pensa di questo lavoro?

 

 


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