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La Polonia accelera verso l’indipendenza energetica: richiesta l’autorizzazione per la prima centrale nucleare
La società pubblica polacca PEJ ha presentato un dossier di 40.000 pagine per la costruzione della prima centrale nucleare del Paese. Con 3 reattori USA Westinghouse in Pomerania e avvio nel 2036, Varsavia punta a investimenti infrastrutturali massicci per blindare l’industria e stabilizzare i costi energetici.

Mentre in alcune aree d’Europa si continua a dibattere su come inseguire complesse utopie energetiche, la Polonia guarda alla solidità dell’industria e delle infrastrutture. La società pubblica Polskie Elektrownie Jądrowe (PEJ) ha compiuto un passo storico, presentando alla National Atomic Energy Agency (PAA) la formale richiesta di autorizzazione per la costruzione della prima centrale nucleare del Paese.
Un progetto colossale, annunciato dal Primo Ministro Donald Tusk, che rappresenta non solo un traguardo tecnico d’eccellenza, ma un vero e proprio intervento economico per la crescita del paese: investimenti pubblici massicci per stabilizzare i prezzi, garantire la sicurezza energetica di lungo periodo e fornire un motore inesauribile all’industria nazionale.
Un dossier imponente e tecnologia a stelle e strisce
L’efficienza della macchina statale polacca si è palesata nei tempi di consegna: il team di oltre 200 specialisti ha completato il lavoro con sei mesi di anticipo. Il cuore dell’istanza è il Preliminary Safety Analysis Report (PSAR), che certifica l’assoluta conformità agli standard internazionali di sicurezza nucleare e radiologica. Marek Woszczyk, presidente di PEJ, non ha esitato a definirlo il giorno più importante per l’implementazione del progetto, sottolineando la portata dell’evento, il primo di questo genere nella Polonia post-1989.
La scelta tecnologica di Varsavia è ricaduta fermamente sugli Stati Uniti. Sarà infatti il consorzio Westinghouse-Bechtel a realizzare l’infrastruttura, basata sull’affidabile design dei reattori AP1000. Si tratta di un reattore convenzionale ad acqua pressurizzata della potenza di 1 GW elettrico, ma con un sistema moderno di sicurezza passiva per il nucleo.
Ecco i dati salienti del progetto in sintesi:
| Parametro | Dettaglio |
| Località | Choczewo (regione della Pomerania, nord della Polonia) |
| Tecnologia | 3 Reattori Westinghouse AP1000 |
| Documentazione | Oltre 40.000 pagine (incluso il PSAR) |
| Inizio lavori (prima gettata) | Previsto per il 2028 |
| Avvio operativo 1° reattore | 2036 |
| Avvio operativo 2° e 3° reattore | Entro il 2038 |
Non solo Pomerania: il rinascimento nucleare polacco
L’investimento di Choczewo è il pilastro del piano energetico, ma non è l’unico. La Polonia sta infatti portando avanti una strategia diversificata e aggressiva per la decarbonizzazione e l’indipendenza dalle fonti fossili esterne. Parallelamente a questo progetto, Varsavia sta valutando una seconda grande centrale nucleare nella regione di Pątnów (in collaborazione con la Corea del Sud e l’azienda KHNP). Inoltre, il settore industriale privato e a partecipazione statale, guidato da colossi come Orlen e Synthos, è in fase avanzata per l’adozione dei piccoli reattori modulari (SMR), ideali per alimentare direttamente i grandi poli energivori del Paese. L’unico problema sono i tempi, veramente lunghi, di realizzazione dell’opera.
Il Ministro Wojciech Wrochna ha riassunto perfettamente la visione governativa: la centrale è il segnale di una determinazione assoluta per garantire stabilità economica alle famiglie e competitività all’industria moderna. Ora la palla passa all’ente regolatore PAA, che avrà 24 mesi per condurre una rigorosa revisione legale e di sicurezza a più fasi, supportata da laboratori indipendenti. La strada verso il 2036 è tracciata.








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