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LA PERFETTA TEMPISTICA DELL’ATTACCO ALLE PETROLIERE NEL GOLFO PERSICO. Neanche con il cronometro si poteva fare meglio (video)

 

 

Due petroliere in fiamme nel Golfo Persico, appena fuori lo stretto di Hormuz, sembrano un perfetto incidente “Golfo del Tonchino” che ricorda altri momenti. Due navi cisterna, entrambe destinate al Giappone, sono in fiamme, a seguito di attacchi avvenuti con, si presume, siluri-drone autoguidati.

L’attacco cade ad un mese da un altro episodio che ha colpito, con minore potenza, 4 petroliere al largo degli  Emirati Arabi. In questo caso l’attacco è avvenuto invece appena fuori dalle acque territoriali iraniane, tanto che sono state queste, con navi USA, ad intervenire in soccorso degli equipaggi.

Il Segretario di Stato USA e l’Arabia Saudita hanno incolpato dell’attacco l’Iran, che proprio in questi giorni sta ospitando il primo ministro giapponese Shinzo Abe che sta cercando di trovare una base di mediazione fra Iran e Stati Uniti. Curiosamente le navi colpite avevano carichi destinati a Tokio, cosa che potrebbe essere voluta o causale, dato il grande traffico di navi dirette nel Sol Levante dal Golfo Persico. Inoltre questo incidente è accaduto all’indomani di un attacco Houti ad un aeroporto saudita, con una sorta di “Missile Cruise”, che ha ferito 23 persone.

Abbiamo già due coincidenze, ma poi ce ne sono altre. Il prezzo del petrolio, sia WTI sia Brent, era ai minimi, dopo notizie di calo nei consumi e  di aumento delle scorte, ed in questo momento, precisamente, avviene un evento in grado di farlo rimbalzare verso l’alto ed eventualmente di far proseguire la crescita, se l’evoluzione futura fosse verso un cammino bellico.

Se esistesse la Spectre, quella dei film di James Bond, sarebbe l”organizzazione perfetta per questo piano diabolico: si specula su un rialzo del petrolio in un momento in cui nessuno ci crede e, magicamente, avviene un evento che ne provoca il rialzo, e che può agire anche in futuro.

Ora se un conflitto limitato può essere nell’interesse di entrambe i contraenti, dell’Iran per mostrare di poter veramente controllare lo strategico Stretto di Hormuz, dei Sauditi per dimostrare di poter strozzare l’Iran se fosse necessario e se proseguissero gli attacchi degli Houthi  alle proprie infrastrutture. Un conflitto su larga scala non è nell’interesse di nessuno, ma ci sono due incertezze:

  • non si ha nessuna idea di chi veramente abbia compiuto l’attacco;
  • non si sa che strada possano prendere gli eventi.

Per essere chiari, possiamo avere una vera riedizione del Golfo del Tonchino, oppure un’accelerazione delle trattative, dopo aver raggiunto l’orlo del baratro. Nei prossimi giorni vedremo quale strada verrà presa dalle varie parti.

Ora la Kokukai Corageous sta andando alla deriva verso le acque iraniare e potrebbe essere una nuova ragione del contendere, dato che gli USA vogliono controllare direttamente le prove.

 

PS: gli usa asseriscono di avere un video che mostra una motovedetta iraniana rimuovere una mila dallo scalo di una petroliera. In realtà il video è molto confuso.

 

 

 

 

 

 


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