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La grande fuga degli europeisti: Jucker accusa il FMI, e viceversa, Costancio (ex BCE) accusa i criteri di Maastricht. Chi paga i danni che hanno causato agli europei?

 

 

Ci avviamo alla fine del mandato europeo più disastroso degli ultimi 70 anni, e chi ha causato il disastro inizia a versare lacrime di coccodrillo. Quelle di cui si è parlato di più sono quelle del presidente della Commissione, il sempre ilare Jean Claude Juncker, che sono riassunte in un  tweet che cita il suo stesso discorso:

Praticamente sulla Grecia, martoriata dalle politiche di austerità imposte dalla troika (Commissione- BCE – FMI), dice che non era sua intenzione punire i disoccupati, i poveri, ma che è tutta colpa del FMI, che non avrebbero dovuto seguirne le politiche. Peccato che lo stesso FMI ritenga insostenibile la ricetta che la Commissione e la BCE hanno voluto imporre ad Atene, e lo abbia detto fin dal 2017, ritenendo che i surplus primari del 3,2% prima e dal 2022 del 2,2% fino al 2060 (2060… 50 anni di austerità) non siano possibili nè auspicabili.

Come qualsiasi figlio malnato la politica economia imposta alla Grecia non ha nè padri nè madri, non è stata fatta da nessuno, si è imposta da sola. I tagli dissennati a sanità e pensioni, i fallimenti, i suicidi economici, la miseria si sono causati da soli. Non stupitevi se, regolarmente, Atene brucia per gli scontri sociali….. Facile presentare queste scuse a 4 mesi dalle elezioni, quando in mezza Europa il suo PPE rischia di essere dimezzato, ma cosa ha fatto lui per sanare i propri errori? Nulla, e neppure ha avuto la dignità d presentare le dimissioni.

Anche la “Terza gamba” della Troika, quella della BCE, non è esente da rimorsi e responsabilità. Ricordiamo che  questa istituzione ora  invoca,  tramite il braccio armato della EBA, un intervento restrittivo sul credito, tramite una normativa sugli NPL insensata ed assurda, tutta a favore di un pugno di speculatori e contro sia i risparmiatori, sia le banche , sia i debitori. Però alcuni suoi ex dirigenti incominciano a fare un “Mea Culpa”, almeno sui criteri generali su cui è basato all’euro.

Ah ma guarda l’ex vicepresidente della BCE si rende conto, ora , che , bontà sua, il criterio del rapporto debito/pil fissato nel 1993 , del 60%, con cui di traumatizzano un gionro si e l’altro pure “Non è realistico”. Costancio non leggeva le statistiche ce dicevano da ANNI che questo limite era irrealistico? Il rapporto medio dell’area euro di debito/PIL è pari al 81%. Dalla grande crisi del 2008 il rapporto al 60% è rimasto un sogno irrealistico. Non è un po’ tardi per rendersi conto che il 60% era una follia , che non teneva conto delle rigidità della valuta o di possibili crisi finanziarie?

Ora sono questi signori ricriminano, piangono, si battono il petto. Dove erano quando l’economia di molti paesi vniva distrutta, generando milioni di poveri edi disperati? Dove erano ? Spero che qualcuno possa rispondere.

 

 

 


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