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La “Fusione nucleare laser” giapponese raccoglie i primi fondi per lo sviluppo dell’energia inesauribile

 

EX-Fusion Inc., la prima startup in Giappone con l’obiettivo di commercializzare energia da fusione nucleare  basata su laser, ha annunciato il 31 marzo 2022 di aver chiuso un round di finanziamento preliminare di 130 milioni di yen giapponesi, una cifra non enorme, circa un milione di euro, ma significativa per un progetto che potrebbe rivoluzionare il mondo dell’energia. Il round preliminare è stato guidato da ANRI, una società di venture capital con sede a Tokyo, insieme all’Osaka University Venture Capital (OUVC) ed è stata la prima società finanziata nell’ambito dell’ultimo fondo specifico ESG di ANRI.

La fusione di Laser non è altro che un procedimento con cui si colplisce un bersaglio costituito da  plasma di idrogeno con un laser ad alta frequenza ottenendo quindi un processo di fusione che poi può essere ripetuto con altri bersagli. 
Il finanziamento consente a EX-Fusion di accelerare lo sviluppo del sistema di fornitura continua di bersagli (CTSS) e del sistema di tracciamento dei bersagli laser (LTTS), entrambi sistemi fondamentali per la commercializzazione di reattori a fusione nucleare alimentati a laser. Combinando i due sistemi, EX-Fusion mira a dimostrare la fattibilità di esperimenti al plasma laser a ripetizione ad alta frequenza utilizzando laser a impulsi ad alta potenza e a dimostrare la capacità di generare continuamente neutroni in reazioni di fusione laser sequenziale.

EX-Fusion è stata co-fondata tra Kazuki Matsuo, ricercatore post-dottorato presso l’Università della California di San Diego, Shinsuke Fujioka, professore presso l’Institute of Laser Engineering dell’Università di Osaka, e Yoshitaka Mori, professore associato presso la Graduate School for the Creation of New Industrie fotoniche.

“Riteniamo che la fusione nucleare sia la soluzione per soddisfare i nostri bisogni energetici globali e aiutare il mondo a raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050”, ha affermato Matsuo. “E concentrando la nostra ricerca e sviluppo attorno alla tecnologia fondamentale relativa al funzionamento commerciale della fusione nucleare basata su laser, possiamo ottenere energia pulita sicura e conveniente più velocemente”.

Il sistema è molto più semplice rispetto ai toroidi in cui viene concentrato il plasma nei laboratori europei, come nel progetto ITER, perchè non necessita di potentissimi magneti di confinamento. Poco tempo fa a Oxford è stata dimostrata la fattibilità della fusione ottenuta colpendo un bersaglio di idrogeno con un proiettile fisico ad altissima velocità, che trasmetteva la propria energia sino a giungere alla fusione. Tutti sistemi che cercano di giungere all’energia illimitata a basso costo.

 


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