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La Francia vuole condonare i debiti aziendali per evitare i fallimenti.

 

 

In Francia si sta pensando di fare un passo avanti, oseremmo dire estremo, per evitare i fallimenti delle aziende. Il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, mercoledì 14 aprile ha accennato chiaramente al fatto che lo Stato potrebbe cancellare alcuni debiti per evitare che le aziende falliscano. Questo in risposta al fatto che molte aziende potrebbero chiudere una volta terminati gli aiuti pubblici.  .

Dopo aver mantenuto artificialmente in vita le “Aziende zombie” dall’inizio della pandemia grazie agli aiuti di Stato, la bacchetta magica di Bercy, il ministero dell’economia francese,  si prepara quindi a cancellare i debiti o appianarli, per evitare di subire ulteriori disastri, cioè vedere migliaia di aziende chiudere.

In tempi normali, la Francia registra una media di 50.000 fallimenti all’anno. Nel 2020 ci sono stati  20.000 fallimenti in meno rispetto ai tempi normali e questo è accaduto  perché lo Stato si è fatto carico di stipendi, affitti e azioni, praticamente ha impedito alle aziende di fallire. Però questo contenimento non può durare e ci si aspetta di passare ad almeno 75 mila fallimenti nel 2021, al termine , o alla riduzione, degli aiuti.

Lo Stato cerca quindi di ridurre questi fallimenti cancellando determinati debiti o rientri dai debiti troppo rapidi e non concordati. Questo dovrebbe avvenire anche con l’utilizzo di prestiti garantiti in modo da raggiungere una dilazione dei pagamenti dei debiti superiore ai sei anni e quindi . Da parte sua, la Banque de France stima che il 5% dei prestiti non sarà indubbiamente rimborsato, ovvero dagli 8 ai 9 miliardi di euro, ma, francamente, sembra una stima ottimistica, visto il continuo rinvio nelle riaperture.

Il meccanismo attraverso cui si dovrebbero cancellare i prestiti in sofferenza  non è stato ancora presentato, ma il quotidiano Les Echos parla dell’utilizzo possibile del Codefi (Comitato dipartimentale per la revisione dei problemi di finanziamento delle imprese), una struttura mista che sinora è stata poco utilizzata, ma che sarebbe in grado di agire per le aziende medie, ma non potrebbe intervenire sulle piccolissime, che resterebbero a guardare. Poi bisognerebbe chiedersi fino a che punto ha senso non aiutare le persone in difficoltà, ma le aziende zombie. Se erano zombie già da prima si gettano via risorse che potrebbero andare a chi ne ha veramente bisogno, anche a livello personale. Si tratta di un ragionamento non facile che, comunque, in Italia faranno in pochi, sia da un lato, sia dall’altro.

 


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