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La Francia scivola verso il “Terzo Mondo”? I dati Eurostat e il sorpasso di Cipro (e quasi dell’Italia)
La Francia scivola sotto la media UE: superata da Cipro e incalzata dall’Italia. Baverez: “Siamo l’Argentina d’Europa”. I dati shock del 2026.

La Grandeur francese sembra ormai un pallido ricordo, schiacciata sotto il peso di numeri che non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche. La Francia, un tempo locomotiva d’Europa insieme alla Germania, sta scivolando inesorabilmente verso quella che potremmo definire la “Serie B” dell’Unione Europea.
Le nuove cifre emerse dall’analisi Eurostat dipingono un quadro a tinte fosche: per il terzo anno consecutivo, la ricchezza pro capite transalpina si attesta al di sotto della media dell’Unione Europea. Il dato più umiliante, tuttavia, è un altro: Parigi è stata superata da Cipro.
I numeri del declino
Se poniamo la media dell’Unione Europea a quota 100, la classifica della ricchezza pro capite offre una fotografia impietosa degli attuali equilibri di forza:
- Germania: 116
- Regno Unito: 99
- Francia: 98
La Francia non solo è sotto la media, ma vede avvicinarsi pericolosamente i suoi vicini del Sud. L’Italia, spesso ingiustamente derisa dalla stampa d’oltralpe, ha quasi colmato il divario. Anzi negli ultimi anni l’Italia ha visto un miglioramento nella propria posizione. Piccolo, restando al di sotto della media UE, ma un avanzamento:
Il PIL pro capite a parità di potere d’acquisto vede la Francia a 59.683 dollari contro i 59.453 dollari dell’Italia. Il sorpasso è questione di decimali.
Nicolas Baverez, ex alto funzionario e voce autorevole su Le Figaro, non ha usato mezzi termini, evocando uno scenario da incubo: “Il nostro Paese è diventato l’Argentina d’Europa. La Francia è chiusa in una spirale infernale che la sta portando allo status di terzo mondo”.
La ricetta sbagliata: più tasse, zero crescita
Di fronte a questo scenario, ci si aspetterebbe una scossa volta a liberare le forze produttive. Invece, la Legge di Bilancio 2026 approvata dal Parlamento francese sembra andare nella direzione opposta, seguendo una logica che soffoca l’economia reale.
Il governo del Primo Ministro Sebastien Lecornu, anziché tagliare la spesa improduttiva, ha optato per la leva fiscale. Ecco il conto presentato ai francesi:
- 6,5 miliardi di euro di nuove tasse sulle famiglie benestanti.
- 7,3 miliardi di euro di prelievi aggiuntivi sulle imprese.
Questo accade in un Paese dove la spesa pubblica supera già i 1.700 miliardi di euro, posizionandosi tra le più alte del mondo sviluppato in rapporto alla ricchezza nazionale. E non finisce qui: quest’anno la spesa salirà di altri 38 miliardi.
Una spirale senza fine
Il risultato di queste politiche è che le entrate fiscali raggiungeranno il 43,9% del PIL, in aumento rispetto al 43,6% precedente. L’obiettivo iniziale del governo di ridurre il deficit dal 5,4% al 4,7% attraverso tagli alla spesa è stato accantonato. Il nuovo target del 5% si basa quasi interamente su maggiori tasse, una strategia che, come ben sappiamo, tende a deprimere il PIL piuttosto che a risanare i conti e che quindi rischia, di non essere d’accordo. L
Nel frattempo, il debito nazionale continua a gonfiarsi, raggiungendo la mostruosa cifra di 3,4 trilioni di euro. I critici sottolineano, giustamente, che questo bilancio contiene esattamente gli stessi ingredienti responsabili dei recenti fallimenti economici francesi: tassazione elevata, spesa pubblica fuori controllo e debito crescente per coprire il disavanzo.
Se questa è la strategia per evitare lo status di “Terzo Mondo”, c’è il serio rischio che l’acceleratore sia stato premuto nella direzione sbagliata.








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