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LA DIPLOMAZIA EUROPEA? SERVILE CON LA CINA. Come Borrell modifica i report per compiacere Pechino

Quello che sto per scrivere sarebbe ironicamente divertente, se non mettesse in luce l’enorme potere che Pechino esercita su Bruxelles, con i cinesi che sono in grado di influenzare perfino i documenti ufficiali della commissione. Il tutto riportato ufficialmente dal New York Times ed in Italia da La Verità. L’ironia deriva dal fatto che proprio ieri si è parlato dell’influenza dei paesi stranieri sulla politica europea, quando poi la Commissione stessa è l’ente più influenzabile di tutta Europa!

Spieghiamo cosa è successo: la Commissione decide di predisporre un report sul Coronavirus e sulle attività di disinformazione effettuate da Pechino per confondere le idee sul virus stesso, renderne fumose le origini e distrarre da se le responsabilità. Ci sono stati dei chiari esempi di un’attività di disinformazione diretta ed indiretta compiuta dai cinesi. Non che il report avesse delle notizie particolarmente approfondite, anzi era solo una collezione delle informazioni apparse sulla stampa internazionale. Non aspettatevi di vedere delle perle di sapienza a Bruxelles che, mediamente, prepara dei documenti molto deludenti. Però qualche frase un po’ pepata c’era, come  questa:

“La Cina ha continuato a condurre una campagna di disinformazione globale per deviare la colpa per lo scoppio della pandemia e migliorare la sua immagine internazionale”,  “Sono state osservate sia tattiche palesi che segrete”.

Tutta roba che farebbe sorridere Trump, ma che per la diplomazia alla glicerina europea è tantissimo, al punto che Pechino si è messa in moto perchè questa frase scomparisse. Lutz Güllner, diplomatico dell’unione Europea, ha subito  cercato di spegnere il fuoco affermando che “I cinesi reagiranno”. Qualche forte pressione deve essere stata fatta perchè, stranamente, anche questa frase sparisce dal report. Non solo,, ma, come nota  La Verità,  l’analista che aveva predisposto il rapporto, Monika Richter, infastidita dalle pressioni di Pechino e dall’accondiscendenza della Commissione alla modifica del suo rapporto, decide di dare le dimissioni dalla commissione. Il report che ne esce è talmente dolce che può essere perfino pubblicato sui media cinesi. Un grande successo per la  diplomazia del Partito Comunista Cinesi, un segno dello scarsissimo coraggio della diplomazia europea.

Però a questo punto la notizia è già filtrata sulla stampa internazionale e la patata bollente è nelle mani di Josep Borrell, il “PESC”, cioè l’alto rappresentante (si fa per dire) per la politica estera dell’Unione. Naturalmente questi ha negato che ci siano state delle pressioni che andassero al di fuori della “Normale dialettica diplomatica”, però questo significa che, per Borrell, la normale dialettica consista nel piegarsi a 90 gradi, oppure che la linea di politica estera dell’unione sia morbida come lo stracchino, il formaggio che si spalma con un grissino.

La cosa divertente è che l’unione dovrebbe tutelare i singoli stati, ma, come dimostra questo caso in realtà Bruxelles riesce a concentrare il peggio della nostra tradizione diplomatica occidentale, soprattutto in tema di servilismo verso i poteri forti e di inconsistenza morale.

PS, però Borrell farà contenti  Grillo ed il Dibba, gli amici del Partito Comunista Cinese


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