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La Cina potrebbe decapitare Taiwan, come gli USA il Venezuela?
L’operazione USA contro Maduro ha spaventato Taipei, ma l’analisi militare rivela perché la Cina non può replicare il “modello Venezuela” nello stretto. Divario tecnologico e alleanze blindano l’isola.

A Taipei, dopo il successo dell’operazione statunitense Absolute Resolve in Venezuela, la domanda che circola con insistenza nei corridoi del potere e tra la popolazione è una sola: la Cina potrebbe tentare un “colpo di decapitazione” simile contro la leadership dell’isola?
Il Partito Comunista Cinese (PCC) non ha mai nascosto la volontà di riunificare l’isola, con la forza se necessario. È un obiettivo storico sin dal 1949, quando i nazionalisti di Chiang Kai-shek si ritirarono a Formosa. Recentemente, gli Stati Uniti hanno avvertito che un tentativo di forza potrebbe avvenire già dal 2027, e i segnali non mancano. La base militare PLA di Zhurihe, nella Mongolia Interna, ospita repliche fedeli del Palazzo Presidenziale di Taiwan e dei ministeri chiave, chiari bersagli per esercitazioni di assalto mirato.
Inoltre, durante le esercitazioni Justice Mission 2025 dello scorso dicembre, il Comando del Teatro Orientale ha diffuso video, apparentemente ripresi da droni, che inquadravano il grattacielo Taipei 101 con la didascalia “pronti a visitare Taipei”. Tuttavia, nonostante la rapidità chirurgica con cui gli USA hanno agito contro Maduro, replicare una simile operazione nello Stretto di Taiwan è, per Pechino, un’impresa ben più ardua.
Il divario capacitivo: Caracas non è Taipei
La prima, fondamentale differenza risiede nella natura delle forze in campo. In Venezuela, la più potente macchina militare del mondo si è scontrata con un esercito disorganizzato e tecnologicamente inferiore. Gli Stati Uniti hanno sfruttato un divario qualitativo e quantitativo enorme, neutralizzando i sistemi C4ISR (comando, controllo, comunicazioni, intelligence, sorveglianza e ricognizione) venezuelani nella prima ora di conflitto.
Al contrario, sebbene l’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) si stia modernizzando rapidamente, non gode ancora di un vantaggio così schiacciante su Taiwan. Inoltre, Taipei beneficia delle massicce capacità di intelligence e sorveglianza (ISR) degli Stati Uniti, un “moltiplicatore di forza” che il Venezuela non possedeva. Senza dimenticare che la stessa isola è un nucleo tecnologico e manifatturiero non indifferente, in grado di produrre un po’ di tutto.
Ecco un confronto rapido tra le capacità aeree e difensive che rende l’idea della diversa magnitudo della sfida:
| Capacità | Venezuela (Pre-Operazione USA) | Taiwan (Attuale) |
| Flotta Aerea | ~20-30 caccia attivi (principalmente Su-30 MK2) | ~260 caccia ben manutenuti (110+ F-16 Viper, Mirage-2000) |
| Sorveglianza Aerea (AEW) | Capacità trascurabile | 6 unità E-2K Hawkeye per consapevolezza situazionale superiore |
| Difesa Missilistica | Sistemi S-300 e Buk-M2 non integrati in rete | 9 batterie Patriot combat-capable + sistemi indigeni Sky Bow |
| Integrazione C4ISR | Debole, vulnerabile a EW (Guerra Elettronica) | Rete integrata, stratificata e supportata da data-link USA oltre che da una rete dati estremamente avanzata |
Mentre Caracas non è riuscita a connettere i propri radar (inclusi i cinesi JY-27A anti-stealth) in una rete unificata, rendendoli facili prede per gli attacchi cinetici ed elettronici americani, Taiwan opera una rete di difesa aerea stratificata e ridondante. Il tutto affiancato da dubbi sulla capacità dei venezuelani, comunque, di utilizzare questi sistemi avanzati.
L’obiettivo strategico: occupazione vs cambio di regime
Un altro fattore cruciale è lo scopo politico dell’azione militare. Per Washington, l’obiettivo non era l’occupazione del Venezuela, una situazione che ha sempre cercato di evitare, ma la rimozione di una figura apicale, lasciando gran parte del regime intatto. Questo poi ha anche fatto sorgere il dubbio che il colpo sia stato addirittura organizzato con la complicità, o almeno il beneplacito, di figure apicali del regime.
Per la Cina, l’obiettivo è la riunificazione totale e definitiva. Un colpo di decapitazione contro la leadership taiwanese, senza una contestuale e massiccia invasione anfibia, sarebbe inutile. Anzi, sortirebbe l’effetto opposto: galvanizzare il sentimento anti-cinese e la resistenza popolare.
Il contesto geopolitico e le alleanze
Il Venezuela era isolato. Con una Russia impantanata in Ucraina, Pechino era l’unico potenziale alleato, ma senza capacità di proiezione in America Latina. Taiwan, al contrario, non è sola:
- Supporto USA: Washington dispone di una rete di basi formidabile nella regione (Giappone, Corea del Sud, Guam, Filippine).
- Deterrenza Giapponese: Tokyo ha recentemente inviato segnali inequivocabili sul fatto che la sicurezza di Taiwan è legata alla propria, suggerendo un intervento a fianco di Taipei.
- Presenza Navale: La portaerei nucleare USS George Washington è schierata in Giappone, insieme ai caccia stealth più avanzati. Comunque c’è una rotazione continua di mezzi USA fra Giappone, Corea
Un intervento coordinato USA-Giappone renderebbe un “blitz” cinese estremamente rischioso.

Navi giapponesi hanno già navigato nello stretto di Taiwan
I test cinesi sulla difesa aerea
La Cina compie spesso azioni militari che testano, o provocano, le difese aeree di Taipei. Sabato scorso un drone da ricognizione cinese ha sorvolato brevemente le isole Pratas, controllate da Taiwan, all’estremità settentrionale del Mar Cinese Meridionale, in quella che il ministero della Difesa di Taiwan ha definito una mossa “provocatoria e irresponsabile”.
Taiwan, governata democraticamente e rivendicata dalla Cina come proprio territorio, segnala quasi quotidianamente attività militari cinesi nei suoi dintorni, compresi i droni, anche se questi ultimi entrano molto raramente nello spazio aereo taiwanese.
Il ministero della Difesa di Taiwan ha dichiarato che il drone da ricognizione cinese è stato individuato sabato all’alba mentre si avvicinava alle isole Pratas e ha volato nel suo spazio aereo per otto minuti a un’altitudine al di fuori della portata delle armi antiaeree.
Questa è la prima volta che lo spazio aereo di Taiwan viene così direttamente violato da un drone, ma azioni simili sono già avvenute.
Corruzione e stabilità interna
Infine, non va sottovalutato il fattore umano. Il sistema venezuelano era corroso dalla corruzione e Maduro era inviso a gran parte della popolazione, permettendo alla CIA di infiltrare persino la sua guardia del corpo. Taiwan, pur con le sue complessità politiche, ha un apparato di difesa coeso e si prepara a questo scenario da settant’anni. Vi sono posizioni politihe più o meno filo-cinesi, ma la vita politica avviene in un modo relativamente normale.
Pechino è consapevole che un’avventura militare potrebbe trasformarsi in una trappola prolungata, offrendo a USA e Giappone l’opportunità di “dissanguare” la Cina economicamente e militarmente, replicando la strategia usata contro la Russia in Ucraina. Per questo, è molto più probabile che il PCC continui sulla strada della coercizione e della pressione psicologica, piuttosto che rischiare tutto in un attacco stile Hollywood che ha poche possibilità di successo. Il confronto fra Taipei e Pechino continuerà sul piano economico, politico e logistico, per fortuna non militare. Almeno per il prossimo futuro.
Domande e risposte
Perché le difese aeree di Taiwan sono considerate superiori a quelle del Venezuela?
Il Venezuela disponeva di hardware rispettabile sulla carta (come gli S-300 russi), ma mancava di integrazione. I sistemi non “parlavano” tra loro, creando buchi nella copertura sfruttati dagli USA. Taiwan, invece, possiede una rete densa e integrata.2 Utilizza batterie Patriot e sistemi locali Sky Bow connessi a radar avanzati e aerei E-2K Hawkeye. Questa ridondanza e la capacità di condividere dati in tempo reale, supportata dalla tecnologia USA, rendono molto difficile per la Cina accecare le difese dell’isola con un singolo colpo.
Qual è la differenza fondamentale tra gli obiettivi USA in Venezuela e quelli cinesi su Taiwan?
La differenza è tra “cambio di regime” e “annessione territoriale”. Gli USA miravano a rimuovere una singola figura (Maduro) senza voler occupare il paese o gestirne l’amministrazione quotidiana. La Cina, al contrario, vuole annettere Taiwan. Uccidere o catturare il presidente taiwanese non consegnerebbe l’isola a Pechino; al contrario, scatenerebbe una resistenza ferocie e un probabile intervento internazionale. Senza un’invasione su vasta scala (estremamente costosa e rischiosa), la decapitazione della leadership è strategicamente inutile per il PCC.
Che ruolo gioca il Giappone in questo scenario?
Il Giappone è passato da una posizione di cautela a una di deterrenza attiva. Tokyo considera la sicurezza di Taiwan vitale per la propria stabilità nazionale.3 A differenza del Venezuela, che non aveva vicini disposti a intervenire militarmente, Taiwan ha nel Giappone un “retroterra” strategico che ospita basi USA e forze di autodifesa avanzate. La prospettiva di dover combattere non solo contro Taiwan, ma contro una coalizione USA-Giappone, altera drasticamente il calcolo costi-benefici di Pechino, rendendo l’opzione militare molto meno attraente.








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