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La Cina in due settimane emette può CO2 dell’Australia in un anno. Alla fac

 

La Cina emette più anidride carbonica in 16 giorni rispetto all’Australia in un anno, secondo una nuova ricerca pubblicata da un. think tank

L’obiettivo delle emissioni zero  dell’Australia sarebbe quindi annullato dalla Cina in sole due settimane, ha dichiarato mercoledì in un comunicato stampa l’Istituto per gli affari pubblici (IPA).

Secondo il rapporto, la Cina gestisce 57 volte più centrali elettriche a carbone dell’Australia. Questa cifra è destinata ad aumentare con la Cina che attualmente sta costruendo 92 centrali elettriche a carbone, il tutto infischiandosene di Greta Thunberg che, del resto, non ha mai avuto il fegato di andare in Cina a protestare in piazza.

Il rapporto ha anche aggiunto che mentre le emissioni di carbonio pro capite dell’Australia sono diminuite del 15,4% dal 2004, le emissioni pro capite della Cina nello stesso periodo sono aumentate dell’83,5%.

 

A livello globale, il rapporto ha rilevato che la quota australiana delle emissioni globali di carbonio è diminuita dall’1,3% nel 2009 all’1,1% nel 2019.

“Nonostante la quota trascurabile delle emissioni globali dell’Australia, in base all’accordo di Parigi, gli australiani sono soggetti ai più profondi tagli delle emissioni pro capite nel mondo sviluppato”, aggiunge il rapporto.

Nel frattempo, il primo ministro Scott Morrison sta perseguendo “tecnologie a basse emissioni” invece di impegnare l’Australia a zero emissioni nette, con il New South Wales e l’Australia occidentale che si riferiscono a zero netto come un obiettivo “aspirazionale”, ha riferito Herald Sun.

Tuttavia, il leader dell’opposizione laburista federale Anthony Albanese sembra intenzionato a impegnare il suo partito a raggiungere lo zero netto entro il 2050, mentre il membro indipendente di Warringah Zali Steggall prevede di presentare una legge sul cambiamento climatico al parlamento a marzo.

Cian Hussey, ricercatore dell’IPA, ha affermato che le richieste dell’Australia di adottare un obiettivo di emissioni nette zero “ignorerebbero i costi economici, sociali e umanitari significativi che sarebbero inevitabilmente il risultato di tale obiettivo“.

È sconsiderato e futile per la classe politica imporre agli australiani ulteriori tagli drastici alle emissioni che costano posti di lavoro e mezzi di sussistenza, mentre la Cina – il più grande emittente del mondo – continua ad aumentare rapidamente le sue emissioni senza conseguenze”, ha detto Hussey. Possiamo facilmente notare  che lo stesso discorso, parola per parola, potrebbe essere applicato ai paaesi europei: che senso ha imporre restrittive norma anti emissioni di CO” quando poi si tollera perfettamente che l Cina faccia un po’ quello che vuole’?

Una ricerca precedente dell’IPA ha rilevato che fino a 653.600 posti di lavoro sarebbero a “rischio diretto” se fosse messo in atto un obiettivo di zero emissioni di carbonio, in particolare nell’agricoltura, nella produzione pesante e nell’industria mineraria del carbone.

Tutte le norme legate al trattato di Parigi e applicate dai paesi occidentali sono state scritte senza tenere conto che lo sforzo è perfettamente inutile ecologicamente, e devastante economica, se applicato solo da una parte. Nello stesso tempo è ovvio che i cinesi, stretti da pressioni di carattere sociale legati anche alla mancanza di libertà politica, non applicheranno mai queste norme, anzi diventeranno ancora di più il polo di emissione mondiale. Cara Greta, ti rinnovo la domanda, perchè non vai a Pechino?

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