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La Cina accende il “super-cervello” domestico: 30.000 schede per l’autarchia dell’AI

Il nodo è progettato per scenari AI su larga scala, tra cui l’addestramento di modelli con migliaia di milardi di parametri e l’inferenza ad alta produttività

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La rete sostenuta dallo Stato cinese e importante fornitore di risorse di calcolo, ha implementato un nuovo nodo per i test beta, alimentato dal più grande cluster di calcolo di intelligenza artificiale prodotto internamente in Cina. Nessun chip esterno, solo prodotti Made in China.

Il nodo, che ha iniziato i test giovedì a Zhengzhou, nella provincia centrale di Henan, è composto da tre piattaforme scaleX dello sviluppatore cinese di supercomputer Sugon, che supportano l’implementazione di oltre 30.000 schede di accelerazione AI, secondo le dichiarazioni di SCNet e Sugon.

SCNet non ha rivelato la potenza di calcolo totale del nodo, ma sulla base delle prestazioni di un singolo Sugon scaleX, le tre piattaforme potrebbero fornire una potenza di calcolo combinata di 15 eflops. Per dare un’idea della potenza del network sono 15 milioni di normali laptop con processore Intel I7. 

Un eflop, abbreviazione di exa floating-point operations per second (esa operazioni in virgola mobile al secondo), misura le prestazioni dei supercomputer e dell’hardware AI ad alte prestazioni in grado di calcolare almeno un quintilione di operazioni in virgola mobile al secondo.

Attualmente, il supercomputer più potente al mondo è El Capitan di Hewlett Packard Enterprise, usato dai laboratori Livermore, che ha raggiunto 1,8 eflops alla sua massima prestazione, secondo l’ultimo elenco di TOP500, un progetto che classifica i sistemi di calcolo ad alte prestazioni.

SCNet ha affermato che il suo nodo ha adottato un’“architettura aperta” che non solo supporta “l’implementazione mista di schede acceleratrici di più marchi nazionali”, ma mantiene anche la compatibilità con “ecosistemi software mainstream come CUDA”, la piattaforma di calcolo e l’interfaccia di programmazione delle applicazioni di Nvidia.

Oltre ai data center costruiti da entità commerciali, dal 2022 il governo cinese ha avviato l’iniziativa “Eastern Data, Western Computing” (Dati orientali, calcolo occidentale), di cui SCNet fa parte, per affrontare lo squilibrio tra domanda e offerta nel Paese.

L’obiettivo dichiarato di SCNet non è un mero esercizio di stile ingegneristico, ma risponde a un’esigenza industriale precisa: risolvere l’annoso problema dell’allocazione inefficiente delle risorse. Il nuovo nodo è stato progettato specificamente per garantire “servizi di calcolo ad alta efficienza”, indispensabili per scenari di Intelligenza Artificiale su larga scala.

Non parliamo di piccoli modelli, ma dell’addestramento di reti neurali con trilioni di parametri, inferenza ad alta produttività e quella che viene definita “AI for Science”, ovvero l’applicazione dell’intelligenza artificiale alla ricerca scientifica pura.

Questa accelerazione infrastrutturale arriva in un momento cruciale, in cui l’industria cinese sta spingendo con forza verso modelli hyperscale, in una competizione serrata con le controparti americane:

  • Baidu: Proprio il mese scorso ha lanciato ufficialmente Ernie 5.0, un modello multimodale mostruoso da 2,4 trilioni di parametri.
  • Alibaba Group: A settembre ha presentato Qwen 3-Max, che supera la soglia del trilione di parametri

La risposta dell’hardware domestico: Huawei e Alibaba

Parallelamente al software, corre l’hardware. Le “Big Tech” cinesi non stanno aspettando che l’Occidente allenti la presa sui chip, ma stanno intensificando gli sforzi per costruire le proprie infrastrutture proprietarie, blindando la filiera:

  1. Huawei Technologies: Sta sviluppando l’Atlas 950 Supercluster. Questo colosso, alimentato da oltre 500.000 chip Ascend progettati internamente (quindi totalmente slegati da architetture USA), dovrebbe essere pienamente operativo entro la fine del 2026.
  2. Alibaba: Ha svelato il Panjiu AI Infra 2.0, un server di nuova concezione ad altissima densità, capace di ospitare fino a 128 chip per rack, massimizzando lo spazio e l’efficienza energetica nei data center.

La Cina, insomma, sta costruendo le autostrade digitali (SCNet) e, contemporaneamente, le macchine da corsa (Baidu, Alibaba, Huawei) per percorrerle, in un ecosistema che punta all’autosufficienza totale. Gli USa stann percorrendo una strada simile. L’Europa per ora fa soprattutto delle leggi…

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