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La caduta degli dei, pardon, del Governo

 

 

Rimanere oggettivi con tutto quello che è successo e col clima da Campagna Elettorale già imperante . Partiamo con un protagonista, Salvini e finiamo con un altro, i 5S.
Il Leader della Lega  aveva diverse remore a rompere coi 5S:
1) Aveva paura di lasciar spazio d un governo Cottarelli o simil Monti sostenuto dall’Europa e Mattarella
2) Non si fidava (di Berlusconi è scontato) della Meloni sul tema delle autonomie, lui aveva fatto certe promesse a Zaia e Fontana e l’interesse della Meloni era contrario a quelle promesse.
Insomma tenersi i 5Stelle con tutte le divergenze che c’erano era meglio che rischiare un guaio. Poi è successo qualcosa e non era sicuramente il consenso popolare a Salvini, quello c’era da molti mesi. Dobbiamo guardare la Politica estera che aiuta a capirlo. Il governo, cioè i 5S, appoggia l’aperture alla Cina (la Via della Seta) ed appoggia l’elezione della Von Der Leyen in Europa, due decisioni che mandano in bestia il governo americano. A Maggio-Giugno Salvini va in America e che sente dire da Pompeo e da Trump?
Questo e che i rapporti con la Germania e i Democratici americani (ed i loro amici) diventeranno assai critici e più tesi. Il mese dopo Salvini rompe coi 5S che scoprono di non aver amici perché l’America non li soccorre e neanche l’UK, tanto meno la Russia. E la Germania? Come al solito pensa a se stessa ed ai guai economici che sta attraversando.(procurati in buona parte dagli USA). Morale della faccenda:In politica estera i doppiogiochisti non attraggono molta simpatia e Salvini, al di là della diplomazia, ne ha approfittato.. (Se non vi convince chiedete a Berlusconi cosa gli è successo nel 2011)

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