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La bolla delle SPAC sta sgonfiandosi. Altro pericoloso flop di borsa

 

La bolla delle SPAC sta iniziando a saltare, e questo porterà a dei danni. Una SPAC significa Special Purpose Acquisition Company, Società speciale finalizzata all’acquisizione, ed è uno strumento per acquistare e portare in borsa una società. Un SPAC è una società vuota creata solo per acquistare  un’latra società e quindi, dopo una fusione, portarla in borsa. La SPAC nasce di solito per iniziativa di un investitore istituzionale, più o meno serio, che, una volta creata, fa una IPO, cioè si quota, quindi con le risorse raccolte acquista la società obiettivo. Solo che spesso chi propone le SPAC non è molto serio, così come non sempre lo sono le società obiettivo e perfino chi partecipa lo fa spesso solo per speculare a breve.

La bolla della SPAC è iniziata con l caduta della famosa  Nikola Motors e da allora è continuata, con venditori allo scoperto e scettici del mercato che hanno svelato gli elementi meno attraenti e più pericolosi rispetto alle normali attività di IPO di un’azienda.

Chamath Palihapitiya, una volta chiamato il “re degli SPAC”, ora è più probabile che venga visto come il volto di una bolla SPAC che sembra stia per scoppiare.

Come risultato dello scoppio della bolla, le banche stanno iniziando ad abbadonare  i finanziamenti alle transazioni SPAC. Un esempio recente è stato Simplifi Holdings, che, quando ha tentato di diventare pubblica il mese scorso per un valore di quasi $ 2 miliardi, ha scoperto che banchieri, fondi comuni di investimento e hedge fund erano molto riluttanti a finanziare la transazione e si è trovata con un pugno di mosche in mano, secondo Reuters.

E questa è solo una delle “dozzine” di aziende che hanno cancellato o riconsiderato a causa del cambiamento climatico per le SPAC. Ciò si è riflesso nel Defiance Next Gen SPAC Derived ETF, che è sceso del 28,1% negli ultimi 3 mesi. Perchè fare gli SPAC non era sufficientemente rischioso, bisognava fare anche dei derivati e degli ETF sul tutto.

Ora gli investitori nelle SPAC si son resi conte che queste non hanno avuto successo o hanno acquistato società troppo giovani e fragili, non in grado di garantire i ritorni immediati promessi. Praticamente hanno comprato le “Canistracci oil” dei nostri giorni.

Per attrarre gli investitori più ricchi le SPAC spesso offrinavo a questi delle azioni al di sotto del prezzo trattato sul mercato, secondo la formula PIPE (Private investment in public equity), ma anche questa è finit. Amir Emami, co-responsabile globale di SPAC Coverage presso RBC Capital Markets, ha dichiarato: “Gli investitori di PIPE stanno davvero frenando nelle ultime settimane e si stanno concentrando su maggiori opportunità di qualità”.

Il numero di SPAC è precipitato: solo 30 società si sono fuse con le SPAC dall’inizio di aprile, da 69 da febbraio a marzo.

Tad Freese, partner di Latham & Watkins LLP, ha dichiarato: “La maggior parte delle fusioni SPAC che vengono annunciate vengono scambiate al di sotto di $ 10 per azione subito dopo, quindi c’è una possibilità molto reale che la gente riscatta le proprie azioni e le abbatte”.

Il 60% delle 146 fusioni SPAC che sono state annunciate dall’inizio dell’anno sono ora scambiate al di sotto del prezzo IPO della loro SPAC, osserva Reuters.

Anche questa bolla all fine è scoppiata, dopo quelle delle criptovalute. Del resto il destino delle bolle è quello di scoppiare.


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