EsteriIranRegno UnitoUSA
l tramonto della “Special Relationship”: Trump scarica Starmer e le sue portaerei
Trump umilia Starmer: “Le vostre portaerei non ci servono, ricorderemo il vostro ritardo”. La Special Relationship tra USA e UK è ufficialmente in crisi profonda.

Il concetto di “Special Relationship” tra Washington e Londra, un tempo pilastro dell’ordine geopolitico occidentale, sembra essere colato a picco nelle acque del Medio Oriente. Non è solo una questione di diplomazia irritata, ma di un secco cambio di paradigma impresso da Donald Trump. Il Presidente statunitense, con la consueta schiettezza che non ammette repliche, ha gelato Downing Street: le portaerei britanniche non servono più.
Il messaggio, affidato ai social e poi ribadito a bordo dell’Air Force One, è di una chiarezza disarmante. Trump ha rinfacciato a Sir Keir Starmer la mancanza di supporto tempestivo in un conflitto contro l’Iran che, secondo il tycoon, gli Stati Uniti avrebbero “già vinto”.
“Ricorderemo chi non c’era”
Il casus belli diplomatico nasce dai ritardi del governo laburista nel concedere l’uso delle basi, in particolare quella di Diego Garcia, per le operazioni americane. Una cautela che Trump non ha perdonato, definendo Starmer “non certo un Winston Churchill”.
Quando da Londra è filtrata la notizia che la Royal Navy stava accelerando i preparativi per inviare la HMS Prince of Wales nel quadrante mediorientale, la risposta di Washington è stata un “no, grazie” carico di sarcasmo:
“Il Regno Unito, il nostro un tempo Grande Alleato, forse il più Grande di tutti, sta finalmente pensando seriamente di inviare due portaerei. Va bene, Primo Ministro Starmer, non ne abbiamo più bisogno. Ma ricorderemo. Non abbiamo bisogno di gente che si unisce alle guerre dopo che le abbiamo già vinte!”
L’ombra di Tony Blair e il realismo atlantico
Interessante notare come, in questo scenario di rottura, sia riemersa la figura di Tony Blair. L’ex inquilino di Downing Street, storicamente fedele alla linea atlantista anche nei momenti più controversi (si pensi all’Iraq), ha apertamente criticato Starmer. Secondo Blair, quando si tratta di un alleato che è la “pietra angolare della tua sicurezza”, non si discute: ci si presenta all’appello.
Blair ha sottolineato che questa non è la guerra del Vietnam o l’invasione dell’Iraq con migliaia di scarponi sul terreno, ma un supporto logistico e strategico necessario. Una posizione che espone Starmer al fuoco incrociato: da una parte l’ira di Trump, dall’altra le critiche della “vecchia guardia” laburista e dei conservatori guidati da Kemi Badenoch, che accusa il Premier di essere ostaggio della sinistra radicale del suo partito.
Il costo del “gioco dei grandi”: l’incognita economica
Mentre la geopolitica si infiamma, i conti pubblici britannici tremano. La difesa costa, e costa cara in un momento di estrema fragilità per la sterlina e i titoli di Stato.
- Il bilancio della Difesa: Il Segretario alla Difesa, John Healey, è pronto a battere cassa presso Rachel Reeves, Cancelliere dello Scacchiere, per coprire i costi della mobilitazione (jet Typhoon, elicotteri Merlin e la logistica a Cipro).
- Lo shock dei mercati: I rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni (Gilt) sono saliti al 4,69% in una sola settimana, riducendo lo spazio di manovra fiscale del governo di circa 1,5 miliardi di sterline.
- L’inflazione energetica: Un conflitto prolungato in Medio Oriente spinge i prezzi di gas e petrolio, costringendo il Tesoro a ipotizzare nuovi sussidi per le bollette domestiche.
| Indicatore Economico | Valore Recente | Impatto Stimato |
| Rendimento Gilt 10 anni | 4,69% | Riduzione headroom fiscale (-£1,5 mld) |
| Gap finanziario Difesa | £28 mld | Necessità di manovre correttive |
| Target Spesa NATO | 2,6% (entro 2027) | Sotto pressione per l’escalation |
Ecco il grafico sul rendimento dei titoli di stato decennali britannici (da Tradingeconomics).
Un futuro incerto per Londra
La Gran Bretagna si trova in un vicolo cieco. Da un lato, la necessità di mantenere una rilevanza militare globale inviando gioielli tecnologici come la HMS Prince of Wales; dall’altro, la realtà di un alleato americano che non intende più concedere sconti o “trattamenti speciali” a chi esita.
Starmer deve ora decidere se continuare sulla linea della prudenza, rischiando l’isolamento totale da parte dell’amministrazione Trump, o se tuffarsi in un conflitto che potrebbe dissanguare le già provate casse britanniche. La sensazione, però, è che il tempo della “Special Relationship” come l’abbiamo conosciuta sia scaduto, sostituito da un realismo transazionale dove, se non arrivi puntuale, non sei più invitato al tavolo.









You must be logged in to post a comment Login