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KRISIKO: LA VIA D’USCITA DALLA PALUDE ATTUALE.

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Krisiko, il nuovo libro dell’avvocato-scrittore Francesco Carraro e del giornalista (e anchorman televisivo) Vito Monaco è un dialogo socratico sui ‘tempi che corrono’ e ha il pregio di unire l’agilità e l’immediatezza del taglio giornalistico con l’attenzione per il dettaglio tipica della classe forense e la curiosità fuori dagli schemi dei narratori. Un’indagine simile non poteva che venire da un giornalista e da un avvocato versato anche nella scrittura ed esperto di tecniche di comunicazione. Il libro è strutturato in sei capitoli e affronta le ragioni fondamentali della crisi in cui siamo precipitati dal 2008 e che, ancora oggi, occupa molti dei nostri discorsi e quasi tutte le notizie di prima pagina sui quotidiani e sui telegiornali di punta. Il lavoro di Carraro e Monaco fa, innanzitutto, un excursus della civiltà dei mercati definiti dagli autori come ‘i nuovi dei’. Sono i Mercati (con la M maiuscola), al giorno d’oggi, a decidere il verso, il senso e la direzione del nostro mondo. Essi, o meglio le grandi entità transnazionali che li dirigono, sono in grado, con il click di un mouse, di condizionare le vite di milioni di persone, di mandare al macero il futuro di intere generazioni, di determinare chi vincerà o perderà le elezioni. Per queste ragioni, i Mercati sono paragonati dagli autori alle antiche divinità del mondo greco-romano. Proprio come gli antichi dei, essi sono capricciosi, invadenti e, soprattutto, potenti e capaci di condizionare la vita delle persone in maniera un tempo impensabile. Il libro, concepito come un serrato botta e risposta, si sofferma poi sulla ‘favola’ del debito pubblico italiano e cioè sull’idea, diffusa senza tregua dai media generalisti, per cui i motivi principali di tutti i mali del Belpaese sarebbero da rintracciare nella cultura dello spreco del denaro pubblico e delle spese pazze sostenute negli scorsi decenni. Gli italiani, secondo questa vulgata, avrebbero vissuto ben al di sopra delle loro possibilità e dei loro mezzi. Ebbene, gli autori, con citazioni analitiche e sempre ben documentate, dimostrano come il debito italiano sia aumentato in maniera esponenziale non tanto per colpa della spesa pubblica, quanto per il perverso meccanismo dell’indebitamento presso i mercati e per la progressiva rinuncia dell’Italia al più prezioso dei poteri: la sovranità monetaria. Krisiko affronta anche la questione dell’Europa, sia sotto il profilo culturale che sotto quello giuridico e burocratico-amministrativo. Per quanto riguarda il primo aspetto, il testo mette in luce come l’Europa sia una costruzione calata dall’alto sulla testa dei popoli europei i quali non hanno mai realmente avvertito il bisogno di federarsi. Si tratta, quindi, di un’idea che non nasce da una condivisione comune di pensieri e di sentimenti o da un idem sentire. È, piuttosto, un prodotto artificioso, creato in provetta da una ristretta elite, prona agli interessi di corporations e potentati sovranazionali, con l’obiettivo realizzare il dominio di pochi tecnocrati su milioni di persone, spesso ignare e inconsapevoli della trama complessiva, intessuta alle loro spalle e a loro spese. Ciò è dimostrato anche dalla struttura stessa del ‘mostro’, come viene chiamato dagli autori. Pochissimi cittadini sanno come realmente funziona l’Unione Europea e questo libro ci aiuta a far luce sui molti paradossi o sugli autentici deliri giuridico-amministrativi che ne caratterizzano la struttura: dall’unico Parlamento al mondo che non può fare le leggi ai molteplici uffici che possono decidere pur non essendo eletti da nessuno, dai poteri smisurati di una Commissione di ventotto membri cooptati senza alcuna procedura democratica alla presenza di una banca senza Stato che esercita il suo potere assoluto su un insieme di Stati senza banca. Krisiko affronta anche la spinosa questione delle responsabilità chiedendosi se la terribile situazione in cui siamo precipitati, a partire dalla metà degli anni zero, sia solo frutto di una casualità ‘sfortunata’ o sia invece l’esito di un lucido disegno. Carraro e Monaco danno una risposta tutt’altro che tranquillizzante mettendo in fila, come perline di una collana, le dichiarazioni di alcuni dei più autorevoli protagonisti della politica italiana ed europea degli ultimi lustri. Il mosaico di esternazioni dimostra come, nelle alte sfere, si sia sempre saputo che il progetto europeo nasceva elitario e doveva portare esattamente dove ci ha condotti: alla costruzione, un passo (silenzioso) dopo l’altro, della gabbia attuale contraddistinta dal venir meno delle prerogative che consentivano di definire l’Italia una Repubblica democratica. Infine, gli autori si chiedono se esista una via d’uscita e, per fortuna, la individuano. Si tratta di un percorso non ‘di massa’, ma individuale: una rivoluzione delle coscienze che parta dalla piccola via dei gesti quotidiani e delle decisioni personali. L’unico modo per cambiare ‘questo’ mondo, apparentemente votato alla rovina, è quello di modificare il ‘nostro’ mondo interiore. Significa prendersi la responsabilità della propria vita molto più di quanto possiamo aver fatto finora, sottraendoci così all’ipnosi e ai condizionamenti del Sistema e smettendo di farci incastrare dalle dinamiche perverse della sua matrice di fondo.

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