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ITALIA E GERMANIA UGUALI: guidate da partiti che se ne fregano degli elettori

 

 

Italia e Germania sono politicamente più simili di quanto si pensi. In entrambe i paesi c’è una classe politica in crisi, la cui unica differenza è l’età. Infatti la Grande Koalitione tedesca, unione delle due antiche tradizioni democristiana e socialdemocratica è una coalizione formata da due antichi partiti ed anche ormai logorata da una lunga esperienza di governo. al contrario PD e M5s sono una coalizione raccogliticcia, nata dal terrore per le elezioni, come da loro stessa ammissione, dove una parte è già una Grosse Koalitione eterogenea (e si vede..), mentre l’altro partner, nato per combattere il sistema, ne è diventato il più fervido fautore, disposto a tutto pur di rimanere al potere.

In Germania la CDU riesce a fare il pesce  nel barile. Come vi hanno scritto da queste pagine l’altro ieri la sconfitta in Turingia  della SPD della CDU e perfino dei Verdi ha posto questa regione davanti ad un grosso, enorme problema: la precedente coalizione Linke-Spd-Verdi non supera la maggioranza di 45 seggi su 90, avendone solo 40. Quindi o si forma una nuova maggioranza o si torna a votare. LA CDU potrebbe riaffermare la propria centralità con due soluzione:

  • appoggiando esternamente la maggioranza precedente;
  • formando un governo con Afd e Liberali che avrebbe 48 seggi.

Comunque un partito che si dice “Istituzionale” e “Moderato” dovrebbe almeno provarci a formare un governo. Invece il segretario della CDU Mike Mohring esce dal campo con il pallone: “Noi non faremo accordi nè con la sinistra nè con AFD”, esponendo il governo del Land a due rischi:

  • che poi Linke ed AfD raggiungano un accordo e magari facciano qualcosa di buono;
  • che si torni a votare e che AfD cresca ulteriormente, insieme a Linke

Il modo migliore per distruggere una forza eversiva di opposizione non è isolandola: così la si fa solo crescere, soprattutto quando la politica applicata, sbagliata, viene testardamente confermata passo dopo passo. La vera soluzione è chiamarli a condividere il potere ed “Istituzionalizzarli”, ma questa sembra una mossa troppo astuta per la CDU.

Poi c’è l’Italia, dove il Cupio Dissolvi, il desiderio di autodistruzione, è contenuto in due titoli di Repubblica.

Nel Primo finalmente Di Maio si rende conto che la stretta con il PD è la fine del Movimento Cinque Stelle e lo porterà alla definitiva cancellazione, soprattutto se proseguono gli accoppiamenti alle regionali o in elezioni locali:

Numerose interviste agli elettori pentastellati, insieme ad un po’ di buon senso, indicavano che la base NON vuole allearsi con il Partito Democratico, vissuto come uno snaturamento totale del Movimento. Se Di Maio pensa che il M5s sia ancora salvabile,c’è invece chi vuole portarlo alla completa distruzione, come si vede dallo stesso giornale:

Dato che una via si rivela sbagliata ed autodistruttiva bisogna continuare a percorrerla, anche al costo di distruggere il proprio Movimento e danneggiare il paese. In fondo una storia politica, breve, ma intensa, è nulla a confronto di qualche mese in più abbracciati alla poltrona. Questo mese mangeremo, il prossimo si vedrà.

Questo è il M5s attuale,come la CDU tedesca guidato da persone che preferiscono la distruzione totale pur di NON ascoltare gli elettori e la logica. Però il Bunker di Berlino si avvicina ogni giorno di più.

 

 


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