Economia
Irlanda: il Paradiso Fiscale delle multinazionali che sconvolge l’economia UE
Scopri il paradosso economico irlandese: un regime fiscale ultra-vantaggioso attrae multinazionali con utili record, creando tensioni in Europa e oltre. Analisi delle cifre e delle possibili conseguenze.

L’Irlanda, un crocevia economico nell’Unione Europea, si trova al centro di un acceso dibattito a causa del suo regime fiscale altamente vantaggioso, che attira un numero crescente di multinazionali, soprattutto americane, provenienti dai settori high-tech e farmaceutico.
Questa politica, pur portando a cifre economiche impressionanti per l’isola, solleva interrogativi sulla lealtà fiscale all’interno dell’UE e sulle sue ripercussioni a livello globale, innescando potenziali tensioni commerciali, in particolare con gli Stati Uniti.
Il paradosso economico irlandese: cifre che stupiscono e preoccupano
L’economista Brad setser mette bene in evidenza il paradosso dell’economia irlandese: piccola, perché in paese ha solo 5,3 milioni di abitanti, ma profondamente condizionata dalle multinazionali che vi si sono trasferite per godere del favorevole regime fiscale.
Woah Nellie.
Foreign multinationals made the annual equivalent of 340 billion euros in Ireland in the first quarter of 2025.
— Brad Setser (@Brad_Setser) July 13, 2025
Prima di tutto gli utili delle multinazionali che hanno preso sede in Irlanda sono stari pari a 340 milairdi di Euro nel 2024, una cifra enorme e crescente, come si può vedere dal grafico sottostante:
Questa cifra è ben superiore al Prodotto Nazionale Lordo irlandese, cioè il prodotto di tutte le aziende e attività di prorpietà irlandese, non multinazionale, correttaa togliendo i leasing degli aerei e le proprietà intellettuali, che ammonta a 300 miliardi di euro (linea arancione nel grafico sottostante, GNP sta per Gross National Product)
Perchè togliere leasing aerei e proprietà intellettuali? perché i primi sono solo per motivi fiscali in Irlanda, ma danno la propria utilità altrove: gli aerei sono prodotti negli USA , nell’Europa continentale o altrove e volano in tutto il mondo, ma sono registrati in Irlanda solo per questioni fiscali. Lo stesso si può dire per le proprietà intellettuali. Alla fine l’economia veramente irlandese è relativamente piccola, proporzionata alla popolazione del Paese.
Gli enormi utili delle multinazionali irlandesi hanno un peso spoporzionato sull’economia, essendo superiori al 2% del PIL di tutta la UE!
Irlanda, paradiso dell’elusione delle multinazionali
Questi numeri rivelano una realtà complessa: l’Irlanda, con un regime fiscale ultra-favorevole, è diventata un’attrattiva irresistibile per i giganti globali. Un esempio lampante è l’enorme surplus commerciale che l’Irlanda registra verso gli USA, stimato in 86 miliardi di euro nel 2024, una cifra che supera persino il surplus tedesco (84 miliardi) e quasi raddoppia quello italiano (44 miliardi) nello stesso anno . Questo fenomeno, alimentato in gran parte dalle operazioni delle multinazionali farmaceutiche e tecnologiche, ha creato una situazione di “elusione fiscale legale” che permette a queste aziende di minimizzare il loro carico tributario dichiarando profitti ingenti in Irlanda.
Tensioni Transatlantiche e Frustrazioni Europee
Gli utili dichiarati dalle multinazionali in Irlanda, che si attestano sui 340 miliardi di euro nel 2024, non solo superano il Prodotto Nazionale Lordo “depurato” dell’Irlanda stessa, ma rappresentano anche oltre il 2% del PIL dell’intera Unione Europea. Questa enorme quantità di ricchezza transita attraverso l’Irlanda, con una minima parte spesa localmente, generando frustrazione e scontento tra gli altri Stati membri dell’UE.
La situazione è tollerata solo perché l’Irlanda e pochi altri paesi hanno storicamente posto il veto a qualsiasi tentativo di armonizzazione dei sistemi fiscali comunitari. Alla fine l’idea della UE di favorire la “Concorrenza fiscale” ha creto dei paradisi fiscali interni che sono uno svantaggio per tutti, tranne che per le multinazionali stesse.
A questo punto interviene Trump che, con i dazi al 30%, obbliga tutti ad affrontare il problema. Trent’anni di errori stanno venendo al pettine tutti assieme. La UE può ancora proteggere l’Irlanda, ma a questo punto a scapito di tutti gli altri paesi, e con Trump che interverrà direttamente con super dazi sui farmaci, ad esempio, oppure può intervenire, con pressioni equivalenti a quelle esercitate sull’Ungheria per far terminare questa incredibile stortura fiscale. Se questo non accade resterebbe il passo di trattative bilaterali, incerte, ma sicuramente migliori rispetto allo schiaffo sicuro dei dazi al 30%.
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