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IRLANDA: IN ATTESA DEI RISULTATI GLI EXIT POLL SEGNANO UNA RIVOLUZIONE

 

Si è votato nella Repubblica di Irlanda, ma se la prendono molto comoda nello spoglio dei voti: infatti, dopo aver votato ieri inizieranno lo spoglio solo oggi alle nove.

La Repubblica è in una situazione completamente diversa rispetto all’Italia: il suo status di paradiso fiscale nella UE ha portato un’inaspettata ricchezza sotto forma di sede delle varie multinazionali, per cui, con Olanda,  Lussemburgo e qualche paese dell’est, è la vera vincente nell’Unione. Eppure non tutto va bene.

Ecco i risultati degli exit polls:

 

Secondo questi dati ci sono tre partiti praticamente a parimerito: Fianna Gail (RE), Fianna Fail (PPE),ed il Sinn Fein (GUE, sinistra). Questa è una clamorosa sconfitta per Leo Varadkar, il “Taoiseach”, primo ministro, irlandese, liberale, che perde l’otto per cento, così come il Fianna Fail. Invece si tratta di una clamorosa vittoria per il Sinn Fein, un partito che mescola sinistra e nazionalismo e che era un tempo visto come il braccio politico dell’IRA, l’esercito rivoluzionario irlandese.

In un paese che è veramente il paradiso europeista, realizzato a scapito degli altri, soprattutto dei paesi mediterranei, si manda a casa il leader europeista e si dà potere ad una opposizione estremamente radicale. In Irlanda non ci sono partiti populisti, ma la posizione del Sinn Fein è quella che più ci si può avvicinare, ed indica che l’aver completamente sottovalutato i fattori sociali, alla fine, rende anche il paradiso più infernale. In questo cambiamento può aver avuto poi un ruolo anche la Brexit, con i timori, per ora lontani, di un ristabilimento dei confini fra Irlanda del Sud e del Nord.

 

 


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