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In Cina 1,7 milioni di persone in lockdown stretto per il COVID… Ci han detto tutta la verità?

In this photo released by China’s Xinhua News Agency, a worker in a protective suit takes a swab from a child for a coronavirus test in Shijiazhuang in northern China’s Hebei Province, Monday, Jan. 12, 2021. Lockdowns have been expanded and a major political conference postponed in a province next to Beijing that is the scene of China’s most serious recent COVID-19 outbreak. (Liang Zidong/Xinhua via AP)

Bloomberg riferisce che 1,7 milioni di persone in una parte della capitale cinese sono ora in lockdown a causa di rapporti che danno il ceppo “Britannico” del Covid-19 identificato, per la prima volta in Cina. Pang Xinghuo, vicedirettore del Beijing Center for Disease Control and Prevention,  haa parlato di 17 casi identificati legati a queste varianti.

I funzionari del Partito comunista cinese negano che i casi siano collegati anche localmente, affermando che il contagio sia avvenuto attraverso “Imballi alimentari”, una scusa utilizzata diffusamente per negare la presenza di contagi non controllati. Il quartiere che sta andando il lockdown è  il distretto di Daxing, nel sud di Pechino, dove si trova il nuovo aeroporto, anch’esso sottoposto a isolamento. Il numero totale di casi a Pechino è ora pari a 15, mentre dall’inizio di gennaio sono state riscontrate oltre mille infezioni a livello nazionale, soprattutto nelle vaste province rurali settentrionali della Cina. Come siano arrivati i contagi in aree così isolate è un mistero.

La Cina sembrava vantarsi di aver “Sconfitto” completamente il virus, e abbiamo visti grandi party a capodanno pieni di gente senza nessuno mascherina , protezione o distanziamento. Ora abbiamo dei casi che, apparentemente, sono inspiegabili, dato il regime d’isolamento del paese orientale e la loro frammentazione territoriale. La sensazione è che la diffusione sia molto più profonda e nascosta di quanto ci stiano dicendo .

Intanto i lockdown continuano a intensificarsi in Europa. Il governo olandese mercoledì ha proposto il primo coprifuoco a livello nazionale dalla Seconda Guerra Mondiale e il divieto di voli da Sud Africa e Gran Bretagna, parte di ciò che Reuters ha descritto come “le sue decisioni più difficili” per combattere il virus. Tuttavia, il premier olandese dimissionario Mark Rutte ha affermato che il coprifuoco deve essere approvato dal parlamento, che giovedì discuterà le nuove misure anche più intense.


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