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In Brasile vince Bolsonaro. Ed adesso sono tutti guai dei francesi e della sinistra italiana (ossia, Battisti non arriverà mai vivo in italia)

Ci fu un tempo in cui la Francia non accoglieva i migranti Africani ma specialmente i terroristi italiani macchiatisi di fatti di sangue nel nostro Paese (furono addirittura 35 soggetti, mica solo Cesare Battisti!). Era la dottrina Mitterrand, la stessa – leggasi interessi di Stato francesi che superano i singoli presidenti – che probabilmente sta anche alla base del caso Ippolito atto a boicottare il nucleare italiano che doveva sviluppare proprio Edison, azienda poi caduta non casualmente in mani francesi circa 25 anni dopo. Pochi infatti ricordano che fu proprio Enrico Fermi a farsi da garante prima di morire per l’utilizzo italiano in ambito civile del nucleare che lui “inventò” negli States per vincere la guerra e che doveva far diventare il nostro paese il primo stato non anglosassone a poter utilizzare tale tecnologia per produrre energia. Invece Felice Ippolito, uno stimato manager di Stato dell’energia nucleare, fu invischiato in una querelle giudiziaria che fu la prova generale di Tangentopoli, coi giudici diciamo “attivisti”: fu ingiustamente incarcerato e poi, foto mille vicissitudini, reintegrato; ma intanto l’Italia aveva perso – sempre a causa di collaborazionisti interni, non tanto diversi da quelli attuali – la corsa per il nucleare che invece fu iniziata precisamente in quegli anni e con successo dalla Francia di EDF. Che caso…


Pochi anni dopo iniziò il terrorismo in Italia; mai dimenticare che la base logistica del sequestro Moro era a Parigi, la famigerata scuola di lingua Hyperion. A parte dover dovutamente  rammentare che tutte le disgrazie italiche dalla morte di JFK in avanti sono accadute con i governi democratici negli USA (…), va ricordato un trend troppo spesso taciuto: la Francia in quei periodi accolse innumerevoli terroristi rossi in Francia come esuli e perseguitati (?) politici rifiutando l’estradizione, parlo di soggetti condannati dall’Italia per fatti di sangue.

Come mai? La mia personale ipotesi è che fosse parte di un piano per indebolire il nostro Paese da parte francese.
D’ogni modo Cesare Battisti fu uno di questi, terrorista bianco, assassino, condannato, faceva nei fatti quello che i terroristi Isis fanno oggi: cercare di scombussolare il sistema in forza di non meglio identificate prevaricanti ideologie che prevedevano anche l’omicidio come strumento, certamente il terrorismo. O forse era qualcosa di diverso, era magari questione di interesse personale nascosto dietro il paravento della lotta di classe invece mirata all’arricchimento, come nelle rapine agli orefici. O, chissà, – e qui sta l’inghippo – le persone come lui erano anche e soprattutto agenti provocatori – qualcosa di simile alle spie – magari pagati da potenze straniere per mettere a soqquadro l’ordine costituito di paesi avversari ad esempio in campo economico e geostrategico.

Esagero? Forse di. O forse no.

D’ogni modo Bolsonaro ha vinto le elezioni in Brasile ed ha promesso che se avesse vinto avrebbe fatto un regalo all’Italia: consegnarci Cesare Battisti (che avrebbe tantissime cose da spiegare, ndr) il quale, una volta data la stura all’Unione Europea, per evitargli l’inevitabile estradizione “comunitaria” in Italia fu spedito proprio dalla Francia in Brasile per volere della presidenza francese, ossia in un paese che casualmente non ha trattati di estradizione con l’Italia.
Certo, far tornare oggi Battisti permetterebbe di fare chiarezza sui moventi ancora oscuri di un’epoca indimenticata, quella del terrorismo rosso italiano. E forse anche quella del terrorismo rosso tedesco, la RAF (…).
Potrebbe. In realtà molto difficilmente a Battisti verrà permesso di tornare in Italia vivo, potrebbe spiegare verità davvero indicibili. Soprattutto oggi, che la sfida della Francia all’Italia è giunta al calor bianco, in attesa della rivincita anglo-italiana in Libya (…).

Dovrei dire che Battisti dovrebbe essere messo sotto scorta protettiva per farlo arrivare in Italia intero. Dovrei, la ragion di Stato lo imporrebbe. Ma non lo dico, non se lo merita, e’ un assassino impunito. E d’ogni modo sarebbe tempo sprecato, resto convinto che non arriverà mai in Italia (…). Magari mi sbaglio eh, magari oggi che gli USA di Trump – il vero mentore di Bolsonaro, memento che il gen. Kelly oggi capo del governo USA era responsabile del sud America per le “operazioni” militari durante “Lavajato”, la Tangentopoli verdeoro  – vengono apertamente sfidati addirittura in ambito geostrategico dall’EU franco-tedesca ci possono essere interessi diciamo superiori a che Battisti spieghi cosa sa sui boicottaggi decennali della Francia contro l’Italia dell’epoca del terrorismo rosso…

Vedremo.

Per intanto applaudo Bolsonaro, un nostro oriundo a capo di uno dei paesi più importanti del pianeta (in sud America gli oriundi presidenti sono ormai due, lui e Macri’ in Argentina).

MD


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