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Il Tricolore, una bandiera che nasce prima dell’Italia

“Perché il Tricolore è nato prima dell’Italia? Dalle uniformi milanesi al Parlamento di Reggio Emilia, ecco la storia tecnica e politica del simbolo che ha unito la Penisola prima ancora delle leggi.”

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Ogni anno il 17 marzo ricorda la nascita dello Stato italiano, proclamato nel 1861. Ma quella data è anche l’occasione per celebrare il Tricolore, la bandiera che più di ogni altra cosa racconta la lunga e spesso tormentata storia dell’unità nazionale. Una storia che inizia molto prima dell’Italia stessa e che affonda le radici nelle grandi trasformazioni politiche dell’Europa di fine Settecento.

Bisogna tornare al 1796, quando le armate rivoluzionarie francesi guidate da Napoleone Bonaparte entrano nella penisola. Con i soldati arrivano anche le idee della Rivoluzione francese: libertà, cittadinanza, sovranità popolare. E insieme alle idee arrivano i simboli. Il più potente è la bandiera tricolore francese, blu, bianco e rosso, che diventa rapidamente il segno visibile dei nuovi tempi.

In quel clima di entusiasmo politico anche i patrioti italiani cominciano a pensare a una bandiera che rappresenti un’identità comune. I primi esperimenti compaiono nelle milizie cittadine dell’Italia settentrionale. A Milano, ad esempio, la Guardia civica utilizza coccarde con tre colori: verde, bianco e rosso. Non è ancora una bandiera nazionale, ma è il primo segnale di un simbolo destinato a durare.

Il momento decisivo arriva il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia. In quella città si riunisce il Parlamento della Repubblica Cispadana, uno degli stati creati sotto l’influenza della Francia rivoluzionaria. Durante la seduta il deputato Giuseppe Compagnoni propone di adottare ufficialmente una bandiera tricolore verde, bianca e rossa. La proposta viene approvata e nasce così, per la prima volta nella storia, il Tricolore italiano.

I colori non sono scelti a caso. Secondo una spiegazione storica, il bianco e rosso derivano dallo stemma di Milano, mentre il verde richiama le uniformi della Guardia civica milanese. Con il tempo però ai tre colori verrà attribuito anche un significato simbolico: verde come speranza, bianco come fede, rosso come amore o sacrificio. Interpretazioni poetiche, certo, ma capaci di rafforzare il valore emotivo della bandiera.

Quando l’esperienza degli stati napoleonici finisce e torna la restaurazione, il Tricolore non scompare. Anzi, diventa il simbolo delle aspirazioni nazionali. Nei decenni successivi compare nelle insurrezioni liberali del 1820-21 e del 1831, spesso portato clandestinamente dai patrioti che sognano un’Italia libera dagli imperi stranieri.

Un episodio racconta bene quanto fosse potente quel simbolo. Durante alcune rivolte dell’Ottocento bastava che qualcuno sventolasse un Tricolore da una finestra o da un campanile perché la folla si radunasse immediatamente. La bandiera diventava il segnale che la rivolta era iniziata.

Il Tricolore assume un ruolo centrale durante il 1848, l’anno delle rivoluzioni europee. Il Regno di Sardegna, guidato da Carlo Alberto, lo adotta come propria bandiera inserendo al centro lo scudo dei Savoia. Da quel momento il Tricolore accompagna le guerre d’indipendenza e diventa il simbolo politico del movimento risorgimentale.

Quando il 17 marzo 1861 il Parlamento riunito a Torino proclama la nascita del Regno d’Italia, quella stessa bandiera diventa il vessillo ufficiale dello Stato. Per oltre ottant’anni il Tricolore con lo stemma sabaudo accompagnerà la storia del paese: dalle campagne coloniali alle tragedie delle due guerre mondiali.

La forma definitiva arriva con il referendum istituzionale del 1946, quando l’Italia diventa una Repubblica. Lo scudo dei Savoia viene eliminato e resta il Tricolore “puro”, formato da tre bande verticali uguali: verde, bianco e rosso.

La Costituzione italiana dedica alla bandiera una sola frase, contenuta nell’articolo 12: «La bandiera della Repubblica è il Tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni». Poche parole che racchiudono più di due secoli di storia.

Nel tempo il Tricolore è diventato molto più di un simbolo istituzionale. È la bandiera che sventola negli stadi durante le vittorie sportive, nelle piazze nei momenti di festa e perfino sui balconi nei periodi più difficili della vita nazionale. Ogni volta che appare, richiama l’idea di una comunità che, pur tra divisioni e contraddizioni, continua a riconoscersi negli stessi colori.

Ecco perché il 17 marzo non celebra soltanto la nascita dello Stato italiano. Ricorda soprattutto la lunga storia di una bandiera che è nata prima dell’Italia e che, in fondo, ha contribuito a crearla. Tre colori semplici che, nel tempo, sono diventati il segno più immediato dell’identità di un popolo.

Antonio Maria Rinaldi

Antonio Maria Rinaldi è stato direttore finanziario di ENI e presidente di Trevi Holding, oltre che Professore di Finanza aziendale presso l’Università di Pescara e di Politica Economica presso la Link University. Europarlamentare dal 2019 al 2024.

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