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IL TERRORISMO DEI MEDIA SULLA BREXIT

Mi e capitato tra le mani un pezzo del Corriere

in cui si riporta uno scenario apocalittico (realizzato dal governo inglese) in caso di Brexit.

Il corriere mette in evidenza ben 6 punti:

di cui, alcuni rasentano il ridicolo (i cittadini comunitari resteranno senza diritti, vi sarà il blocco dei voli aerei, le dogane collassereranno) e non meritano neanche una risposta, 3 invece sono degni di adeguata trattazione.

Iniziamo dal primo:

Il calo del Pil iniziale!

Sin qui, direi, il punto potrebbe anche esser ritenuto ovvio, specialmente se nel frattempo le aziende non si fossero organizzate per produrre localmente quanto loro serve. In caso contrario, sono proprio le importazioni a ridurre il Pil, non il contrario! Quindi, se nel frattempo le imprese avessero pianificato una rete di sub-fornitura locale, al contrario, il Pil potrebbe crescere.

Vi ricordo che la formula è:

Y = …….. + X – M

 

ossia, le esportazioni aumentano il PIL, le importazioni lo diminuiscono!

Invece il secondo punto è:

Mancanza di medicine e materie prime per ospedali!

In questo caso, non si tratta di mancata importazione poiché tedeschi e francesi non vorranno più rifornire gli ospedali inglesi, non sarebbe invece possibile, in una prima fase, importare i farmaci precedentemente importati per carenza di nuovi accordi; analogamente però, non potrebbero essere esportati in UE i farmaci inglesi.

Ovviamente, come nel caso precedente, gli spazi lasciati vuoti dalle aziende europee non è che si eclissino, rimarranno tali pronti ad esser riempiti dalle produzioni farmaceutiche locali, quelle che produrranno il relativo fabbisogno all’interno dei propri confini. Non è pensabile immaginare che un’azienda farmaceutica inglese non sappia realizzare un antibiotico (un principio) o un flacone di soluzione per trattamenti in endovena! Non è immaginabile!

Questo porterà con se un piccolo aumento di prezzi, poiché la meno costosa merce estera non potrà più esser importata:

Tutto sara più caro poichè l’ARBITRAGGIO SUI PREZZI (importare beni da paesi dove la merce costa meno) non si potrà più fare.

Ma questo, è proprio quello che serve per far risollevare la produzione interna (per l’occupazione) e l’inflazione.

E ora veniamo al perché UK ne guadagnerebbe dalla Brexit.

Le sue partite correnti sono negative da lunghissimo tempo:

 

Notate come ogni anno esse siano sotto la linea di galleggiamento anche per valori superiori al 4%!

Come tale, significa che molti paesi accettano le loro sterline (stampate a costo zero) in cambio di merce che viene loro spedita tutti gli anni. Il trade-off è tra carta straccia e preziose merci.

Ma chi è in UE che effettua ben volentieri questo trade-off?

In primis la CRANTE CERMAGNA:

seguita da Olanda e Francia più Belgio e Italia. La somma delle loro importazioni è 234,35 miliardi di dollari.

Se invece consideriamo i primi 10 paesi per esportazioni di UK abbiamo:

I paesi precedentemente citati sommano 137,89 miliardi di dollari. Uno squilibrio di 96.46 miliardi di dollari.

In pratica, sarebbe come annullare completamente le esportazioni di Francia, Paesi Bassi e metà Italia.

Secondo voi chi soffrirebbe di più?

“L’inettitudine, è un mare senza approdi in cui nuota l’ipocrita.”

(Cleonice Parisi)

Ad maiora

 


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