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Economia

Il ruolo strategico delle città nel futuro dell’Unione europea

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Le città sono al centro delle trasformazioni economiche, sociali, ambientali e tecnologiche che determineranno il futuro dell’Unione europea. Oggi circa il 75% della popolazione dell’UE vive in città e altre zone urbane, che rappresentano i principali poli di crescita, competitività e innovazione, ma anche i luoghi in cui si concentrano le sfide più complesse. Tra queste figurano la carenza di alloggi accessibili e di qualità, l’aumento dei costi dell’energia, l’esclusione sociale, la povertà urbana, le disuguaglianze territoriali, la pressione sui servizi pubblici e gli effetti sempre più intensi dei cambiamenti climatici.

E proprio per far fronte a queste nuove sfide che qualche settimana fa il vicepresidente esecutivo della Ue, Raffaele Fitto, ha presentato la nuova agenda per le citta della commissione europea. Dunque, promuovendo un più forte coordinamento delle politiche urbane, l’agenda dell’Ue per le città offre una visione strategica per consentire alle città di affrontare le sfide locali contribuendo al conseguimento degli obiettivi più ampi dell’Ue, fornendo un quadro unificato per rafforzare la dimensione territoriale e urbana delle politiche, razionalizzando e meglio integrando tra loro diverse iniziative e misure di sostegno. L’Agenda della Commissione riassume sia le iniziative europee già in corso per le città (quali il Patto dei Sindaci per il clima e l’energia, la nuova Bauhaus, le missioni del Green Deal per la neutralità climatica al 2030 e l’adattamento ai cambiamenti climatici), che valutazioni sulla dimensione territoriale ed urbana di diverse iniziative politiche europee in corso, quali anche la bussola per la competitività e la preparazione alla risposta alle crisi e alle emergenze.

“L’agenda per le città dell’UE – si legge nel comunicato stampa della Commissione – offre una visione strategica per responsabilizzare le città nell’affrontare le sfide locali che contribuiscono a raggiungere obiettivi più ampi dell’UE. Fornisce un quadro unificato per rafforzare le dimensioni territoriali e urbane delle politiche dell’UE e razionalizzare il sostegno esistente alle aree urbane. Inoltre chiede un maggiore dialogo con le autorità locali in merito alle loro esigenze ed esperienze per informare le future politiche e legislazioni dell’UE”.

Un dialogo permanente tra Bruxelles e le città, strumenti di semplificazione e investimenti più strategici a livello locale: tre i pilastri su cui si fonda l’agenda Ue per le cittàadottata oggi dal collegio dei commissari. A indicarli  il vicepresidente alla Coesione Raffaele Fitto sottolineando che il nuovo quadro europeo è pensato “per rispondere in modo concreto alle esigenze delle aree urbane” ed è frutto di “un anno di confronto diretto con sindaci e amministratori di tutta Europa” da cui sono emerse tre priorità: “più semplicità, più coordinamento, investimenti più mirati”.

L’iniziativa comprende un nuovo portale Ue per le città, un helpdesk dedicato e una piattaforma per le città. “Il 75% degli europei vive nelle città e ogni giorno affronta sfide molto reali: accesso alla casa, sicurezza, costi della vita, mobilità, inclusione sociale”, ha ricordato ancora Fitto. “Con l’agenda rafforziamo il ruolo delle città, rispondendo alle esigenze dei cittadini e ascoltando la voce dei sindaci”.

La strategia si articola in tre assi. Il primo è un dialogo strutturato: ogni anno Bruxelles avvierà confronti politici e tecnici con le città per integrare meglio le loro esigenze nella legislazione europea. Il secondo è la semplificazione, con una EU Cities Platform che riunirà in un unico punto informazioni, strumenti, finanziamenti e iniziative urbane, evitando la frammentazione degli attuali programmi. Il terzo è l’investimento: la Commissione vuole rafforzare il sostegno finanziario alle aree urbane attraverso la coesione e altri fondi, dai futuri piani di partenariato al nuovo Fondo per la competitività europea. L’Agenda introduce anche due strumenti di lungo periodo: un bando innovativo per progetti urbani nel 2026 e un rapporto periodico sullo stato delle città europee. La sua attuazione inizia subito e accompagnerà il prossimo ciclo di programmazione Ue.

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