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Il ritorno alla lira ci sarà comunque: o lo sceglie la Germania facendovi diventare schiavi del debito o lo decidete voi, affossando Berlino. Parola di Weidmann

Interessantissimo articolo tratto da vocidallestero.it.

Viene riportata una referenziata analisi di V. Brosseau, responsabile per l’euro di uno dei più importanti partiti politici francesi, relativa alla proposta di J. Weidmann, governatore della Bundesbank, che finalmente coniuga Target2 e futuro ritorno alle valute locali ma con gestione ad interesse tedesco (ossia fregando tutti in EUropa, tranne Berlino): NON dimentichiamolo MAI, il capo della Bundesbank è oggi anche a capo della Bank of International Settlements (BIS) di Basilea ossia l’istituto conosciuto come banca centrale delle banche centrali. Tradotto, sarà proprio la BIS a decidere il futuro assetto monetario mondiale, ossia J. Weidmann. Tale banca fu una creazione determinata dalla necessità di gestire le riparazioni post Versailles alla fine della prima guerra mondiale, trasformandosi poi nel centro pulsante delle politiche monetarie globali (i banchieri centrali si riuniscono una volta al mese nella sede basilese per coordinare le policies). Nemmeno il mitico Funk, ministro dell’Economia del Reich, riuscì a farsi eleggere Presidente della BIS: a 75 anni di distanza c’è riuscito invece Weidmann.

Ve la faccio breve: se è vero che il Target2 è solo una finzione contabile che obbliga a far passare i flussi di denaro intra EU e paesi collegati per le proprie banche centrali registrandone i saldi, è parimenti corretto affermare che tale organizzazione contabile dei flussi permette di valutare analiticamente quale sarebbe la moneta che dovrebbe svalutare e quale dovrebbe rivalutare in assenza di una moneta unica ossia dell’euro. Mi spiego meglio: se tutti i saldi netti che escono dall’Italia andassero in Germania, in assenza di euro si avrebbe una svalutazione della moneta italiana ed un parallelo apprezzamento della valuta tedesca. L’euro impredisce le svalutazioni e gli apprezzamenti per cui la registrazione di questi flussi, appunto il Target2, serve come canale per centralizzare i flussi di denaro intra EU evitando appunto diverse valutazioni degli stessi denari che circolano in seno all’EU provenienti dai vari Paesi partecipanti al sistema. In Italia, paese fortemente esportatore, abbiamo due flussi: UNO, dei soldi che rientrano in Italia a fronte delle vendite di prodotti all’estero (l’Italia ha una bilancia commerciale in attivo). DUE, i flussi che escono dall’Italia per questioni speculative (mediamente l’Italia esporta denaro all’estero, per fare investimenti o per paura del rischio paese). Sommando il flusso UNO e DUE abbiamo i flussi Target2, vuoto per pieno.

Nella proposta che leggerete sotto tratta da vocidallestero.it, proposta di Weidmann appunto, si vorrebbe appunto che i paesi esportatori netti di flussi di valuta in seno al Target2 (somma dei flussi UNO e DUE sopra indicati NEGATIVI) mettessero a garanzia denari in proprozione al loro debito Target2, con il fine che il sistema EURO possa essere certo di garantire convertibilità 1:1 ad es. tra euro tedeschi e euro italiani in qualsiasi paese si trovino nell’Unione (…). Il punto è che, approvando la proposta cd. Weidmann ossia richiedendo ai paesi con Target2 negativo di mettere assets a garanzia, prima si verrebbe spennati mettendo i propri avere a pegno e poi – col tempo -, finite le risorse, ci sarebbe una imposta percentuale da pagare per ogni denaro che dovesse uscire dal paese. In tale modo verrebbe garantita la piena convertibilità dell’euro e, NOTATE BENE, soprattutto il mantenimento dei patrimoni in euro da parte di tutti i cittadini EU.

Appunto, questa è la plastica dimostrazione che l’euro è amato dai detentori di grandi patrimoni convertiti da instabili lire in solidi pseudo marchi. Peccato che gli operai locali moriranno di fame, quelli dei paesi eurodeboli intendo.

Tengo a precisare che, se la cd. proposta Weidmann passasse – come sostiene l’autore francese -, questa sarebbe una enorme truffa per i paesi eurodeboli (Italia in primis, visto il record negativo del saldo Target2) in quanto, di fatto, da una parte si eviterebbe alla Germania di rivalutare la propria valuta come invece dovrebbe (per il giubilo dei suoi esportatori) ma il costo resterebbe comunque a carico dei paesi che esportano flussi di moneta, ossia dei periferici, encore prima di tutto dell’Italia, non a caso il primo competitor manifatturiero di Berlino. Faccio presente che un paese che ipoteticamente diventasse mero consumatore di prodotti stranieri senza produrre avrebbe per definizione un saldo negativo (…), dovendo dunque pagare l’imposta dovuta per trasferire denaro all’estero per comprare i prodotti stranieri.

In pratica tale imposta percentuale – dopo aver esaurito gli assets da dare in garanzia – ammazzerebbe il paese rendendo l’euro italiano (ossia la lira) meno preziosa se spesa o trasferita all’estero; stessa cosa quando si comprano prodotti all’estero [speriamo che la proposta di seconda moneta di Berlusconi non si riferisse a questo, ndr]. Tradotto: con l’attuazione della proposta Weidmann si avrebbero tutti gli effetti negativi della svalutazione senza la possibilità di godere dei vantaggi della svalutazione competitiva. Anche perchè da lì a breve i gruppi esportatori italiani centralizzerebbero inevitabilmente i flussi di moneta all’estero, con sedi magari a Francoforte o Lussemburgo, facendo entrare in Italia solo merci. Sottolineo questo aspetto perchè la proposta di Europa nazificata prevista in caso di vittoria bellica nel piano del ministro del Reich, Funk, proposta di epoca nazista – a cui il progetto dell’euro si rifà in modo sempre più imbarazzante – prevedeva perfettamente la stessa cosa, ossia la centralizzazione dei flussi monetari in Germania.

Prova del nove: a questo diabolico meccanismo sfuggirebbe chiaramente il contante, infatti l’euro caraceo quello è! Ecco dunque il motivo della spinta verso la dematerializzazione della moneta, senza contante il piano sarebbe perfetto. Parimenti ecco perchè i paesi con Target2 positivi di norma non hanno limiti ai contanti mentre esistono fortissime limitazioni nei paesi con grandi deficit Target2.

Deve essere chiaro che questo trasformerebbe l’Italia in un paese a basso costo, serbatoio di manodopera a basso costo, paese fatto da consumatori non risparmianti, senza vero benessere. Tutta la ciccia – chimasi valore aggiunto – resterebbe fuori. Come preconizzato dallo scrivente da anni.

Faccio presente che noi di scenarieconomici.it sosteniamo da sempre essere nell’interesse dell’Italia uscire quanto prima dall’euro, sfidando la Germania.

Qualcuno ci vuole invece convincere che sbagliamo, da anni.

Oggi vediamo la proposta tedesca analizzata da un terzo ossia dai francesi: questa porta come conclusione sempre – di fatto – il ritorno ad una valuta nazionale come da noi sperato ma con effetti collaterali terribili, ossia senza poter godere dei vantaggi svalutativi del ritorno alla lira. Ossia, facendo un enorme piacere agli esportatori tedeschi, guarda caso. Chiunque – italiano – accettasse questa proposta dovrebbe essere giudicato per alto tradimento!

Che dite ora, fessi di italiani? Qui vi stanno raccontando un sacco di bugie e voi continuate a crederci nonostante le evidenze del disastro in fieri. Continuate a votare Renzi “l’affabulatore” ed il suo PD, ne discuteremo fra qualche anno.

Il bello di internet è che tutto quello che si scrive resta. Nel bene e nel male.

Buona lettura

MD

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Da: http://vocidallestero.it/2017/10/30/brousseau-luscita-furtiva-dalleuro/

Vincent Brousseau, sul sito di UPR, propone uno scenario suggestivo e inquietante di fine dell’euro, gestito dalla Germania. Siamo abituati a pensare che la fine dell’euro debba essere un evento storico clamoroso, ma portando alle estreme conseguenze una proposta lanciata da Weidmann (probabilmente il futuro presidente della BCE) e recentemente ripresa dagli economisti dell’IFO, la fine dell’euro potrebbe essere un evento graduale e quasi impercettibile, mascherato da una serie di questioni tecniche. Nel frattempo, però, la scia di macerie e disperazione che l’euro ha prodotto sarà ben tangibile.

di Vincent Brousseau*, 25 ottobre 2017

Un recente articolo del grande giornale tedesco “Die Welt” ci riporta al tema a noi caro della probabile uscita “furtiva” dall’euro.

 

Riassunto degli episodi precedenti

Ho già affrontato questo argomento in due articoli pubblicati sul sito dell’UPR:

Perché l’euro è condannato” (qui in italiano), messo online 1 anno e 9 mesi fa, il 16 febbraio 2016

La disgregazione del pensiero“, messo online 10 mesi fa, il 26 dicembre 2016

Nel primo articolo, quello che qui più ci interessa è il paragrafo intitolato “La cautela del signor Weidmann”.

Weidmann, presidente di Bundesbank, aveva presentato – ormai quasi cinque anni fa – una proposta estremamente cauta, che avrebbe portato inevitabilmente alla fine dell’unione monetaria, ma sotto l’aspetto rassicurante e innocente di una riforma puramente tecnica.

In poche parole si trattava della questione di rendere obbligatoria una garanzia sui Target, in termini di oro, dollari, titoli di stato (questo poco importa).

Una banca centrale trasferisce dei fondi via Target aumentando il proprio disavanzo? Non c’è problema, risponde in pratica il Presidente della Bundesbank, purché depositi delle garanzie con le quali impegnarsi per questo aumento del debito. Cosa c’è di più normale, all’apparenza?

La trappola nascosta era che con un tale obbligo verrebbe necessariamente il momento in cui la banca centrale interessata, probabilmente una dei paesi del sud dell’Europa, non avrà più alcuna garanzia da depositare. A quel punto i suoi trasferimenti via Target verrebbero… negati.

A questo punto gli euro del paese coinvolto varrebbero meno degli euro degli altri paesi, perché con un euro di questo paese non si potrebbe più ottenere un euro di un altro paese. Il tasso di cambio fisso 1 a 1 terminerebbe immediatamente, e per l’euro sarebbe scacco matto in tre mosse.

Il presidente della BCE, Mario Draghi, che non è meno intelligente di Weidmann, aveva rifiutato questa proposta tedesca. Ma ormai una pietra miliare era stata posata, e lui non poteva fare altro che aspettare che questa proposta riemergesse.

E adesso è tornata.

Per continuare a leggere ….

 

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