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Il problema non è che mentono, è che ci credono

Torniamo a Orwell che non sbagliamo mai. Alla fine, per come la giri e per come la meni, ti accorgi che Nostradamus era un dilettante rispetto all’impareggiabile George. Il quale ebbe il merito non solo di prefigurare il nostro futuro, ma di farlo così bene da essere (con un secolo di anticipo) più accurato e profondo del più raffinato intellettuale vivente. Ebbene, c’è un episodio nel suo capolavoro, “1984”, in cui O’Brien, uno sgherro del Governo totalitario, cerca di convincere Winston, il povero protagonista dissidente, che 2+2 fa 5.

La cosa interessante è questa: Winston non deve solo dire una menzogna; troppo facile. Egli deve realmente convincersi di quella menzogna, deve pronunciarla non per compiacere il suo carnefice, ma per plagiare in maniera non più ricusabile il proprio cervello. Alla fine ci riesce. È la vera, tombale, vittoria del regime. Un   regime “serio” – questa la straordinaria intuizione di Orwell – non vince davvero se ti costringe a pensarla come lui. Quella è roba da dilettanti della camicia nera, è una vittoria di Pirro del manganello.

I regimi perfetti vanno oltre: ottengono dalla coscienza e dalla intelligenza delle loro vittime una resa totale e incondizionata. Essa consiste non nella disponibilità a mentire, ma nella trasmutazione della menzogna in verità. Oggi, ciò si è compiutamente realizzato rispetto a diverse faccende, ma in primis con riferimento a quella della cosiddetta “solidarietà”, degli “aiuti pubblici”, della “potenza di fuoco”. Insomma, di tutti i marchingegni, più o meno perversi, con cui le istituzioni (europee o nazionali) ci starebbero “aiutando”. Qual è il minimo fattor comune di tutte queste iniziative? Le “sponsorizziamo” noi, indebitandoci.

Che sia la BEI, il MES, i Corona bond, il Sure, o qualsiasi altro “apparecchio”, la verità è una: i cittadini “aiutano” se stessi tirando fuori più soldi di quelli ricevuti, e cioè impegnandosi a restituire il presunto atto di generosità del Potere Costituito, più gli interessi, per i decenni a venire. L’esempio più eclatante sono i famosi 400 miliardi del Governo. Spacciati dall’esecutivo come un gigantesco piano Marshall, sono in realtà un macroscopico programma di indebitamento collettivo. Niente è a fondo perduto, nulla è “regalato” dallo Stato. Ogni singolo centesimo proviene dalle banche e dovrà essere restituito, sotto pena di pignoramenti, da privati e famiglie.

Se ci pensate, è l’apoteosi della mentalità usuraria. Ma non è questo il punto. I nostri partiti, e soprattutto il Partito Democratico – puntello insostituibile dell’attuale Sistema di ingiustizia sociale serializzata – sono specialisti in materia. E lo fanno senza vergogna, oltre che senza dignità. Qualche anno fa introdussero addirittura l’APE social: il pensionato indebitato per pagarsi una pensione anticipata. Tuttavia, il vero problema, se analizzate fino a fondo la cosa, non è economico: è psicologico. Chiunque ha ancora un briciolo di coscienza critica “vede” queste cose.

Il dramma è il numero enorme di soggetti, sia tra i governanti che tra i governati, che non le “vedono” più. Alcuni –  quando parlano di “impegno straordinario”, di “sfida epocale” –  certamente mentono sapendo di mentire. Ma moltissimi altri mentono “non” sapendo di mentire. Sono giunti allo stadio di intossicazione cronica della coscienza di cui parlava Orwell: quello dove 2+2 fa 5, quello dove il cancro terminale della nostra civiltà (l’usurocrazia bancaria) è “sinceramente” visto, e divulgato, come la migliore medicina. Se non svegliamo la bella (massa) addormentata, il bacio del Principe sarà il bacio della morte.

Francesco Carraro

www.francescocarraro.com


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